Informazioni e notizie dai soci
Nordend e Dufour (5 maggio 2006)
Il 3 maggio con tempo bello sono andato alla Nordend insieme a Nadino Zoppo. La cresta era tracciata anche se gelata e la punta rocciosa e senza croce è sorprendentemente affilata. Dal colle lungo le comode corde fisse sono salito anche alla Dufour. Adesso dalla Silbersattel la maggioranza degli alpinisti sale la Dufour perchè questa via attrezzata è più semplice della cresta ovest, la normale svizzera, e molto più corta e meno faticosa della normale italiana. Se il tempo accompagna, si può agevolmente fare Nordend e Dufour in una volta sola dalla Monterosahütte.
Saluti
Vareno Boreatti
Nadelhorn e lo Stecknadelhorn (5 settembre 2005)
Ieri ho salito il Nadelhorn e lo Stecknadelhorn (mio 31° 4000) dalla Mischabelhütte. Condizioni molto buone in alta quota, neve farinosa sulla cresta (saliti fedelmente tutti i risalti rocciosi sul filo) e ghiaccio affiorante solo sul pendio adducente al Windjoch. Anche il resto della Nadelgrat è in buone condizioni. Il canale dell'Hobergjoch però è quantomeno di problematica percorribilità (mi pare che quest'anno sia stata aperta una nuova via di accesso dalla Bordierhütte). La nord della Lenzspitze è anch'essa in buone condizioni (due cordate sulla via), anche se la terminale è ormai molto aperta.
Cordiali saluti.
Marco Tatto
Dom de Mischabel (5 settembre 2005)
Il 31 agosto sono salito al Dom de Mischabel per la Festigrat e sceso per la normale (con Nadino Zoppo e altri 15). Pista tracciata e buone condizioni. Ho avuto la fortuna di non provarci con gli sci perchè deve essere una bella penitenza fino al rifugio.
Saluti
Vareno Boreatti
Informazioni sullo Zinalrothorn (15 agosto 2004)
Cari saluti
Giampaolo AngeliniCondizioni al Lyskamm, Täschhorn, Alphubel (9-16 agosto 2004)
Condizioni ottime con larga traccia per la traversata del Lyskamm (09-08-2004).
La salita al Täschhorn partendo dal bivacco del Mischabeljoch è in ottime condizioni con poca neve. È comunque necessario portare piccozza e ramponi. Attenzione a qualche passaggio su roccia friabile specialmente nei tratti dove si arrampica nei fianchi (15-08-2004). Ottime condizioni si trovano anche sulla cresta nord dell' Alphubel (sempre partendo dal Mischabeljoch): roccia ottima (II con qualche breve passaggio III) con pochissima neve (16-08-2004). Alexander EbnerInfo sulla Dent Blanche (28 agosto 2003)
Ho salito la Dent Blanche insieme a due amici il 23 agosto. Le condizioni sono ottime, si trova ghiaccio vivo sull'Arete Blanche, ma il percorso in cresta è completamente agibile senza ramponi e/o picozza, che infatti venivano abbandonati da tutti o quasi oltre la quota 3900 (personalmente ritengo che la sicurezza di raggiungere la vetta valga il peso di r. e p.). Date le condizioni trovate, non è stato necessario legarsi in cordata, ed anche in discesa (nel canale del Gran Gendarme) dopo la prima doppia si può scendere tranquillamente arrampicando, comunque in questo tratto i fittoni già esistenti sono stati sostituiti e/o integrati con degli altri.
Domenico Fenio
Informazioni (26 agosto 2003)
Il socio Roberto Rovelli ci invia le seguenti informazioni,
per cui lo ringraziamo:
Informazioni su Strahlhorn
Ho raggiunto il giorno 07/08/2003 lo Strahlhorn partendo direttamente da Saas-Fee utilizzando la partenza anticipata della funivia Saas-Fee - Allalin alle h 5,00 (nel mese di luglio e agosto le funivie di Saas-Fee dedicano alcuni giorni per delle partenze anticipate delle funivie vedere il sito www.saas-fee.ch)
Ecco alcuni consigli per chi volesse salire lo Strahlhorn.
Il percorso per il rifugio BritanniaHutte è stato leggermente
deviato a causa di piccole frane.
Per raggiungere il ghiacciaio del Hohlaub si potrebbe passare sotto il rifugio
senza raggiungerlo, ma consiglio invece di raggiungerlo e tenendosi a destra
seguire il sentiero che costeggia prima in discesa e poi leggermente in salita
tutta la parete rocciosa del Hint Allalin fino a circa 3000 mt e da qui attraversare
il ghiacciaio puntando al passaggio sotto l'evidente cresta del Hohlaubgrat.
Da qui si scende sul ghiaccio del Allalin dove iniziano i problemi, cioè i numerosi crepacci fanno perdere molto tempo per i continui zig-zag per evitarli.
Poco prima di arrivare dove la parete inizia a riprendere quota per l'Allalipass bisogna girare a sinistra (sud) in direzione dell'Adlerpass, su tutto questo percorso bisogna stare molto attenti ai numerosi crepacci ed anche a stare distanti dalla parete del Rimpfischhorn per le continue scariche di sassi.
Raggiunto il passo proseguendo a sinistra (est) per crestina e poi parete incontrando pochi crepacci si raggiunge la cima da cui si ha una vista stupenda a 360° dal Weisshorn fino al Dom.
Informazioni sul Breithorn
Il giorno 11/08/2003 ho portato mio figlio (Giacomo 9 anni) sul suo primo 4000 il Breithorn (a dire il vero visto che eravamo in vacanza in Valsavarenche volevo portarlo sul Gran Paradiso, ma le guide me l'hanno sconsigliato per tutti i crepacci presenti e anche perché sulla crepaccia terminale hanno dovuto mettere le scale per poterla passare).
Il percorso dal Plateau Rosà è molto evidente
e senza crepacci fino al colle del Breithorn (3831 mt).
Da qui su di un percorso che sembra quasi fatto col gatto delle nevi si arriva
fin sotto la parete meridionale che porta in cima.
Tre cose mi hanno colpito di questa semplice salita in una bella giornata di agosto, la felicità di mio figlio quando è arrivato sulla cima, la quantità di persone (ne ho contate 8 dall'Italia e circa 300 dalla Svizzera (dal piccolo Cervino) e sulla cima una ragazza carina e con la minigonna.
Informazioni sulla Punta Dufour
Domenica 24/08/2003 sono salito sulla Punta Dufour partendo dal rifugio Gnifetti.
Ecco alcuni consigli per chi volesse salire la Dufour.
La partenza dal rifugio Gnifetti conviene farla prima della sveglia normale (fare la colazione alle 3,00 invece che alle 4,30, chiedendo al gestore ci si può far prepare la colazione prima).Questo perchè dal colle Gnifetti fino alla cima e ritorno bisogna prevedere circa 5,00 ore (info dalle guide, io personalmente ne ho impiegate 4 però non ho trovato imprevisti), e quindi per essere sicuri di prendere l'ultima funivia per Alagna delle 16,15 bisogna essere alle colle al massimo tra le 12,00 e le 13,00.
La salita sulla Zumstein e la successiva discesa al colle del Papa è abbastanza semplice a parte un passaggio delicato su roccia a metà discesa.Da qui la salita è evidente, ci sono difatti numerosi segni di ramponi che indicano la strada.
A circa 200 mt di dislivello dal colle c'è una placca di circa 15 mt delicata ma con ottime manette per la salita, sono state messe anche delle fettucce per una eventuale assicurazione/discesa. Dopo la placca si può proseguire a sinistra lungo la cresta con divertente arrampicata oppure a destra su sentierino che dopo circa 50 mt riporta sulla cresta. A questo punto si prosegue sul filo di cresta molto aerea facendo attenzione ai pezzi con neve, se non abbiamo hai piedi i ramponi è meglio avere in mano la picozza in questi tratti.
Il passaggio più impegnativo (IV a quanto dicono) si trova quando la cresta è oramai orizzontale (gli ultimi 100 mt) per il passaggio di un colletto.
P.S. se per qualche motivo non si riesce a raggiungere punta Indren per le 16,15 però dobbiamo raggiungere Alagna in giornata una corsa della funivia la fanno lo stesso ma al costo di 250 €.
Informazioni sulle Aiguilles de Diable (16 agosto 2003)
Il passaggio del crepaccio terminale al Cirque Maudit è un pò delicato, la salita al Col du Diable molto faticosa, però priva di neve. La cresta è in condizioni perfette, completamente asciutta. Anche il passaggio verso il Mont Blanc du Tacul non presenta problemi. La discesa verso il Refuge Cosmique è attrezzata (zona di seracchi verticali). [Situazione al 3 agosto 2003]
Informazioni sul Nadelgrat
La cresta è in ottime condizioni. Discesa e salita del Hohbergjoch (tra Hohberghorn e Dirruhorn) verso/dal rifugio Bordier sono molto pericolose per la continua caduta di sassi. Inoltre anche il crepaccio terminale molto largo e profondo crea dei problemi. La discesa dal Stecknadeljoch verso la Domhütte è praticamente priva di neve e presenta anch' essa pericoli di cadute di sassi. Per chi volesse salire il Dirruhorn l' unica soluzione consigliabile per il momento è quella di seguire la cresta dal Nadelhorn e poi tornare indietro per la stessa via fino al Stecknadelhorn, passare sotto il Nadelhorn e raggiungere così il Windjoch. ). [Situazione al 6 agosto 2003]
Saluti
Alexander Ebner
Ringraziamo il socio Ebner per queste tempestive informazioni.
Notizia per chi va in Oberland (9 agosto 2003)
La Finsteraarhorn Hutte è chiusa per lavori di ristrutturazione
(avevo telefonato per prenotare dei posti e mi è stata data questa risposta),
chi sale al Finsteraarhorn quest'anno deve partire dalla Concordia Hutte.
Un saluto
Roberto Brioni
Stato della Cresta di Rochefort (8 agosto 2003)
Segnalo che la Cresta di Rochefort, da me percorsa il 4/8, è
attualmente in discrete condizioni. Le cornici sono ridotte al minimo, ma
sono presenti alcuni tratti ghiacciati. Consiglio caldamente il casco in quanto,
sia per salire alla Gengiva che per arrivare in cima all'Aiguille de Rochefort,
le scariche di sassi sono molto frequenti.
Roberto Brioni
Ringraziamo il socio Brioni per questa informazione.
Aiguille de Bionassay (31 luglio 2003)
Ho salito a metà luglio l'A. de Bionassay dal Rif. Gonella con l'amico Silvano Brescianini (I.N.S.A.). Mentre la cresta è in ottime condizioni il ghiacciaio del Dôme a monte del rifugio è più crepacciato del solito e costringe a vari giri per la ricerca dei ponti. Ciò è più indaginoso in discesa per la mancanza di una traccia ben evidente. Nessun problema per l''arrivo al rifugio.
Cordiali saluti
Giampaolo Angelini
Ringraziamo il socio Angelini per questa informazione. Sullo stato del ghiacciaio del Dôme si veda anche la relazione di Pier Mattiel sulla discesa dal M. Bianco.
Informazioni fresche sulla Nadelgrat (14 luglio 2003)
Ho percorso il 12/7 la Nadelgrat con partenza e ritorno dalla
Mishabel Hutte.
Per chi fosse interessato segnalo che la discesa sul Ried Gletscher è
effettuabile senza salire l'Urlishorn, ma dopo aver superato l'isolotto roccioso
al Windjoch, scendere direttamente puntando a sinistra verso un ripiano della
seraccata. Da qui con qualche zig zag si può arrivare sul ghiacciaio.
Infine la salita al Hobberjoch (tra l'Hobberghorn e il Durrenhorn) è
resa problematica dalla scarsa neve. Conviene essere all'attacco non dopo
le sei di mattina per la possibilità di caduta sassi (lo scivolo di
neve è pieno di rigole). Si sale sulla neve per circa metà sviluppo
poi si piega a destra sulle rocce. La via è ben segnalata da numerosi
fittoni che consentono di recuperare la cresta, il percorso sul tratto nevoso
è evidente dai segni di passaggio.
R. Brioni
Ringraziamo il socio Brioni: il suo contributo è esattamente quello per cui è nata questa rubrica. E complimenti per le salite!
