I CONSIGLI DEL MEDICO

 

Questa rubrica è curata dal prof. G.B. Parigi, docente di Chirurgia Pediatrica presso l'Università di Pavia, nonché socio del Club 4000, che ringraziamo per la preziosa collaborazione.



IL MAL DI MONTAGNA

Una delle patologie che più frequentemente possono colpire gli amanti dell'alta montagna, quali i soci del Club 4000, è il cosiddetto "mal di montagna", che può appunto colpire escursionisti ed alpinisti che salgono rapidamente e soggiornano ad un'altitudine superiore ai 2500 metri sul livello del mare. I sintomi più comuni sono senso di stordimento, mal di testa, debolezza o, al contrario, euforia, inappetenza, insonnia. La sintomatologia può complicarsi con cefalea resistente agli antidolorifici, nausea e vomito; l'ulteriore e drammatico decorso può essere rappresentato da edema polmonare e cerebrale.

All'origine del mal di montagna vi è il mancato adattamento all'altitudine, in altre parole la non acclimatazione ad una ridotta pressione parziale di ossigeno (PpO2), tecnicamente definita "ipossia", cioè la condizione di scarsa disponibilità di ossigeno tipica dell'alta quota. L'ipossia si manifesta in genere dopo qualche ora di permanenza in quota, spesso durante la notte, si accentua progressivamente con l'aumentare dell'altitudine, inizia a farsi evidente intorno ai 3500 metri e colpisce oltre la metà dei soggetti intorno ai 5000 m. Determina una sintomatologia molto variabile tra soggetto e soggetto in base alla diversa suscettibilità individuale ed all'allenamento. La frequentazione dei 4000 alpini prevede in genere permanenze in quota brevi e, malgrado i sintomi del mal di montagna siano piuttosto comuni, comporta un rischio di complicazioni gravi estremamente contenuto.

I quadri sintomatologici tipici dell'ipossia d'alta quota sono così identificabili: