Curiosità sui 4000

Un quattromila "miraggio": il Mont Iseran

Il Mont Iseran, modesta vetta di 3237 metri, che si trova appena al di là del confine italo-francese, era nella letteratura alpina del '700 descritto come un colossale massiccio dal quale nascevano ben tre fiumi: l'Arc, l'Isére e l'Orco. A metà dell'800 l'interesse per questa montagna era notevole, a giudicare dall'attenzione che i topografi dedicavano a quella particolare zona alpina. Molta cura, si potrebbe dire, ma poca precisione, perché nel foglio n 37 della "Gran Carta degli Stati Sardi in terraferma" del 1852, gli specialisti piemontesi lo quotarono a 4045 metri. Ciò causò una incredibile confusione che fu riparata solo una ventina d'anni dopo, a seguito delle rimostranze e delle critiche degli alpinisti inglesi che si trovarono nella paradossale situazione di voler scalare un 4000 che non esisteva! L'errore di misurazione fu originato da un curioso motivo: il Mont Iseran ottocentesco non era posizionato dove pensavano i cartografi; infatti altro non era che il risultato della visione da lontano - un "miraggio" prospettico, diremmo noi - dei due massicci delle Levanne e del Gran Paradiso che, all'osservatore italiano dal versante piemontese sembravano un'unica grande montagna. Curiosità nella curiosità: oggi il Mont Iseran, inequivocabilmente alto 3237 metri, è anche noto come "Signal de l'Iseran", perché è utilizzato come punto di riferimento per le misurazioni topografiche e cartografiche: quando si dice l'ironia della sorte!

(fonte: Claudio Colombo de Il Giornale, 27.12.2005, nella recensione del libro "Le Grandi Alpi nella cartografia 1482-1885", di Laura e Giorgio Aliprandi, Priuli e Verlucca, 2005)

Fletschhorn (3993 m)

Questa montagna svizzera, del Cantone Vallese era quotata 4001 m sulle carte geografiche fino al 1956, poi nuove misurazioni (e probabilmente le conseguenze di una o più frane) l'hanno declassata. Gli abitanti di Saas Grund , nel cui territorio vi sono altri 13 vette di 4000 m, non si sono però rassegnati a che la montagna più vicina al paese e che caratterizza il suo panorama sia alta "soltanto" 3993 m.: "gli alpinisti cercano i 4000", dicono in municipio. Ma più che la paura di perdere turisti, c'è forse l'invidia verso la vicina Saas Fee, nel cui territorio si alzano ben 23 quattromila. Da qui il progetto balzano di alzare la vetta del Fletschhorn di almeno 7 metri, trasportando con gli elicotteri circa 300 tonnellate di materiale. Fortunatamente però, a seguito anche delle proteste del Wwf, del Club Alpino Svizzero, e delle Guide Alpine della zona, il progetto è stato respinto sia dalla Commissione Costruzioni del Cantone Vallese, sia dal Consiglio di Stato della Confederazione.
(fonte : "La Stampa", 7 novembre 1990)

Collezioni di vette inferiori ai 4000 m

Le collezioni di vette superiori ad una certa quota non riguardano solo gli "8000" dell'Himalaya ed i "4000" delle Alpi. A causa della strana e magnetica attrazione esercitata dai numeri, si può dire che in ogni regione montuosa dove l'alpinismo è affermato si è sviluppata da decenni anche la moda di salirne "tutte" le sommità la cui quota comincia con la cifra maggiore possibile. E ciò anche se l'altitudine in sé non sembra rappresentare una conquista tanto straordinaria. Ad esempio, in Scandinavia, c'è chi ha collezionato le centinaia di vette che superano i 2000 metri, dove tale quota, a causa dell'elevata latitudine, offre in verità un terreno simile a quello da noi compreso fra i 3000 ed i 4000 metri.
In Gran Bretagna, dove la quota più alta si limita ai modesti 1343 m del Ben Devis, i collezionisti non si sono certo rassegnati ad una raccolta di miseri "1000": dato che la quota si misura in "piedi", i "3000" abbondano, e salirli tutti è un obiettivo prestigioso.
Sui Pirenei, che vantano una tradizione alpinistica affermatasi contemporaneamente a quella delle Alpi, la collezione dei numerosi "3000" (qui, in metri) è tenuta in grande considerazione. La catalana Magda Sales, di 38 anni, il 16 settembre 2001, ha coronato il suo sogno di salire tutti i 161 tremila della catena pirenaica, divenendo, per quanto è dato di sapere, la prima donna ad essere riuscita nell'impresa, impresa cominciata nel 1984 con la vetta più alta, il Pico de Aneto di 3404 metri; in seguito, Magda ha percorso non solo vie normali, ma spesso itinerari di un certo impegno. Come si può immaginare, e come già avvenuto sulle Alpi, stabilire quali sommità vadano contate come vere cime e quali no non è cosi' semplice, e criteri diversi portano anche a differenti risultati. Magda Sales ha fatto riferimento all'elenco dei "3000" redatto dal "Centre Escursionista de Lleida", di cui fa parte, tra i cui soci la collezione è molto ambita. Tuttavia esiste un altro elenco, elaborato dall'"Equipo de los tresmiles del Perineo" diretto da Jian Buyse -e approvato dall'U.I.A.A.(lo stesso ente internazionale che ha ufficializzato l'elenco degli 82 quattromila delle Alpi)- che conta ben 212 vette oltre la magica quota, distribuite su una distanza di 140 km. In campo maschile tale collezione è già stata completata da tempo da parte di Miquel Capdevila che l'ha realizzata con una straordinaria cavalcata continua per creste in soli 30 giorni, mentre nell'estate del 2000 Hipolito Maeso ce l'ha fatta in soli 34 giorni.
Se però si trascura il "fattore 3000", sono state compiute cavalcate di ben altra entità: ad esempio, la traversata completa della catena pirenaica lungo lo spartiacque da parte di Louis Audobert e Guy Panazzo, nel 1986, durante la quale sono state toccate ben 930 cime!
(fonte : "Rivista della Montagna", n° 252, novembre 2001, rubrica "Nuvolaria" )

Bietschhorn (3934 m)

Montagna che domina Lotschental, nell'Oberland Bernese: si narra che il capitano Edmund von Luge, topografo svizzero, ospite di un albergo della zona, innamoratosi di Rosa Ebner, figlia dell'albergatore e la più bella ragazza della valle, per ingraziarsi il padre ed ottenere la mano della figlia, al fine di evitare che la Lotschental venisse trascurata da alpinisti e turisti, avesse nascosto all'Ufficio Topografico di Berna che la quota del Bietschhorn, dai 4003 metri delle carte precedenti andava abbassata di ben 69 metri. Altri topografi successivamente avrebbero corretto "l'inspiegabile" errore, finchè, solo nel 1969, la verità venne alla luce, quando venne aperta una busta sigillata su cui Rosa aveva scritto "da aprire cent'anni dopo la mia morte".
(fonte : "La vera quota del Bietschhorn", di Alberto Paleari, CDA, Torino, 1989)

Collezioni da fare o da completare

Non mancano le collezioni ancora da fare. La più impegnativa è quella dei 415 "settemila" (ma il numero esatto è contestato) dell'Himalaja e del Karakorum. E perché non pensare anche ad una sfida più accessibile ma nostrana, come, ad esempio, la salita delle 215 vette dell'Appennino che superano la quota di 2.000 metri?
(fonte : "Quota Quattromila", di Stefano Ardito, "Airone", settembre 2000) A questo proposito, ai potenziali collezionisti di vette di 2000 metri segnaliamo il libro di Alberto Osti Guerrazzi intitolato "I 2000 degli Appennini", edito dalle "Edizioni Il Lupo e c." di Pereto (Aquila) nel quale sono censite tutte le cime degli Appennini che superano i 2000 metri, che sono 223. L'autore descrive la salita a 99 di queste cime ritenendo le altre delle anticime o cime secondarie