Täschhorn

Mischabeljoch

Il Mischabeljoch è quasi esclusivamente raggiunto per la presenza dell'omonimo bivacco, punto di partenza per la cresta SE del Taschhorn.
Il superamento della barriera rocciosa alta circa 200 m che permette l'accesso al Weingartengletscher è la principale difficoltà che ne giustifica la valutazione AD-.
Descrizione:
Salita: dalla Taschhutte m 2701, raggiunta con una comoda strada, un sentiero porta nel valloncello del Talli e lo risale sino ad un colletto a m 3195. Si scende per un centinaio di metri (bolli) e si continua verso N sino nei pressi del lago di Weingarten. Si reperisce poi una traccia (ometti) sul costone morenico che scende dalla cresta O della cima N dell'Alphubel e la si segue sino a che alcuni ometti indicano la deviazione per l'attuale itinerario che permette di superare la fascia rocciosa della quota 3481. Il superamento di questa fascia è facilitato da ometti anche se le tracce che si trovano un po' ovunque possono confondere le idee. Ci si trova ora sul ghiacciaio che si percorre all'inizio sulla dx salendo, dove c'è una zona moderatamente crepacciata e poi più centralmente sino al colle m 3851 dove è situato il nuovo bivacco.
Discesa: per l'itinerario di salita o, una volta raggiunto il lago, direttamente sulle Taschalp seguendo una traccia che si sposta a dx scendendo sino a raggiungere una cresta morenica che si segue ripida sino ad una strada. Di lì si può seguire la strada, più lunga e comoda, o continuare per la traccia a volte confusa che scende più diretta.
Commento: Saliti dalla Taschhutte, perchè più comodo, al bivacco per effettuare l'ascensione della cresta SE del Taschhorn, che abbiamo portato a termine il giorno dopo, abbiamo disceso la diretta perchè più veloce. La fascia rocciosa l'abbiamo superata slegati all'andata, ma abbiamo fatto un paio di doppie al ritorno perchè la qualità della roccia, liscia, a cenge spioventi, spesso ricoperta da detriti, rende pericolosa la disarrampicata. Il ghiacciaio è all'inizio a tratti senza neve e con qualche crepaccio di facile aggiramento poi ben innevato e chiuso. Il nuovo bivacco è accogliente e funzionale, dotato di legna e di telefono di soccorso, dispone di 24 posti, la notte che abbiamo dormito eravamo in 11, il giorno dopo c'erano solo due persone. Il tempo è stato bellissimo tutti e due i giorni, un po' troppo caldo, specialmente il secondo.

Taschhorn

Il Taschhorn la cui quota ufficiale è di m 4490,7 è uno dei 4000 del Vallese più isolati e difficili da salire.
Fa parte della catena dei Mischabel e visto da ovest è più imponente del Dom. Il nuovo bivacco al Mischabeljoch riduce in parte il suo isolamento e permette la salita della sua bellissima cresta SE.
La roccia che costituisce la cresta non è di buona qualità, specialmente in certi punti, e grandi cornici rendono la salita, ma ancor più la discesa molto delicate.
Descrizione: Dal colle seguire la cresta di rocce rotte non troppo solide, ma abbastanza facili e aggirare sulla dx il primo salto e i primi gendarmi (ometti).
Tornati in cresta la si segue sino alla torre quotata m 3980, la si sale e si prosegue per la cresta un po' più facile sino alla punta m 4175.
La cresta è sempre non difficile sino all'imbocco di un grande canalone che scende verso Saas dove si raddrizza e diventa più affilata e nevosa con importanti cornici.
A seconda dell'innevamento può essere necessario traversare a sn per pendii molto ripidi per poi risalire sempre per pendii ripidi a una spalla che precede il salto teminale, questo per aggirare le grosse cornici che incombono sul versante E.
La parte terminale si sale spostandosi un po' verso dx poi direttamente per un costolone di rocce non difficili (3), ma specialmente all'inizio molto poco solide.
Commento
: Bellissima salita effettuata in una giornata altrettanto bella, ma caldissima. Con questa ascensione io ed Angela abbiamo festeggiato il nostro 57° 4000 UIAA e portato a termine la salita di tutti i 4000 del Vallese. La cresta è attualmente abbastanza secca e non vi è la necessità di traversare in corrispondenza della zona delle cornici che comunque ci sono e richiedono molta prudenza. Non vi è bisogno di un secondo attrezzo da ghiaccio e noi abbiamo utilizzato per la sicurezza solamente cordini nei punti dove la prudenza lo ha richiesto e dove era possibile, dato che la qualità della roccia non sempre lo consente. Il salto terminale mi è sembrato meno difficile del 3° grado proposto dalla guida. In salita 4 ore, in discesa 6. La discesa dato il caldo eccessivo, ha richiesto molto più tempo e prudenza della salita in quanto alle 9.30 i tratti nevosi erano già molto molli.

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