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 Minimal

   Mininal

Autore: Mauro Carlesso
Editore: Neos Edizioni, Rivoli (TO)
Prima edizione: 2012
Formato: cm 12x20– pagine 64 – Brossura

riga

Ci sono libri che in duecento e più pagine non riescono ad emozionarti e ci sono opere che in sole sessanta pagine ti arrivano dirette al cuore.

“Minimal”  di Mauro Carlesso, edito dalla NEOS di Rivoli, appena uscito, è una di queste. Quanti libri di montagna ho sfogliato, pagine scritte con vecchia retorica ed eroica memoria, pagine più moderne dove la montagna è solo un mezzo e non un fine, pagine raccontate con sufficiente ironia, declamate, stilizzate, ritrasmesse. Ebbene, in un solo racconto, “La scalata”, inserito in questo testo, ho colto sensazioni non facilmente ritrasmissibili perché l’autore si è tolto spontaneamente la veste più comoda di narratore, per entrare nel personaggio interiore, più scomodo ma più vero, quello della persona che si spoglia senza falsi pudori, per donare al lettore le sue genuine paure, le sue ansie, la conflittualità tra la sua grande passione per la montagna e il rigetto verso di essa, quando diventa ostile, ingrata, irraggiungibile. Lo stesso genuino “rivelarsi” lo si riscontra nel capitolo successivo, “L’incontro”, che ancora di più avvale la genuinità dell’autore che si riconfessa su un amore unilaterale che lo sconvolge a tal punto, da dimenticare per un attimo i falsi perbenismi della morale, ripresi però in un contesto successivo con genuina fragranza, dove l’amore per la donna che sempre gli è accanto, trionfa per vie traverse, difficili da dipanare quando l’autore stesso solo un momento prima si era autoaccusato. I fiori recisi, capitolo finale del libro, raggiungono l’apice di un pensiero, basato su lanci emozionali che vanno colti nella sua interezza, perché non vengono mai giustificati, ma sono come i fiori, magari colti, anche se sul nascere si asserisce tutto l’esatto opposto. Gli altri capitoli li lascio volutamente a chi avrà la fortuna di prendere in mano questo libro, che per me in questa minimizzazione di nove racconti non rivela freddezza emozionale, ma arte nello scrivere.

Lodovico Marchisio

(Maggio 2012)