Qualche considerazione sul Mezzalama 2019?

La disputa del Trofeo Mezzalama, nel fine settimana del 28 aprile, con condizioni meteo e della montagna assai proibitive che hanno costretto gli organizzatori a modificare - saggiamente e giustamente! - il tracciato di gara, induce alcune riflessioni e domande non eludibili da un sodalizio come il nostro.
TrofeoMezzalama 2019
1_ The show must go on. Il regolamento prevedeva l'alternativa di una data di riserva, la settimana successiva. Tuttavia, ciò avrebbe creato non pochi inconvenienti logistici per la carovana di partecipanti e sponsor. Quindi, avanti lo stesso: che lo spettacolo abbia inizio!
 
2_ Duri e puri. Per storia, finalità e caratteristiche del percorso, una competizione come questa ha senso nella misura in cui si cimenta con il terreno e con l'avventura d'alta quota legati all'ambiente dei Quattromila. Se vengono meno le condizioni, ha senso che la gara si svolga comunque snaturandone il tracciato? In montagna, è (quasi sempre) onorevole anche la rinuncia...
 
3_ Il bicchiere della sicurezza. Mezzo vuoto o mezzo pieno? Sì, perchè il paradosso è di quelli non da poco: per ragioni di sicurezza si modifica il tracciato, ma la disputa della gara è stata comunque un bell'azzardo, con temperature percepite di -30° e raffiche di vento a quasi 100 km/h.
 
4_ La lotta con l'Alpe. Siamo ancora lì, all'epica fascista della montagna da sconfiggere per non esserne soverchiati e vinti? A giudicare sia dallo sforzo dell'organizzazione (vedi punto 1), sia da alcuni dei commenti sui social parrebbe che non ci si sia discostati molto. Forse, in epoca di filosofie della sostenibilità e della decrescita (più o meno) felice, la montagna, indifferente agli omini che vi si affaccendano intorno, andrebbe semplicemente "ascoltata" e, dunque, nel nostro interesse, "assecondata". E siamo di nuovo al tema della rinuncia (vedi punto 2)...
 
 (Maggio 2019)