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| Premio europeo della cultura a Lodovico Marchisio |
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Il "Premio Europeo della Cultura del Colle del Moncenisio" (21-22 luglio 2007) è stato assegnato a Lodovico Marchisio, membro del Club 4000". “ Quando il tempo è bello e sono libero, mi piace camminare coi miei ricordi per i sentieri e le strade del bosco: osservo, ascolto, anche i segnali che la natura mi manda nel corso delle stagioni e degli anni. Ma quando mi faccio accompagnare da amici...la passeggiata diventa più meditativa ed intensa; Quanti compagni di strada non sono più presenti fisicamente, i loro corpi sono rimasti in posti lontani, sulle montagne o nella steppa, senza sepoltura: nel cimitero di un villaggio di campagna con una semplice croce o in città sotto una lapide e qualche fiore... con loro cammino, parlo ed i ricordi tornano a galla.” Ebbene questo tema ha visto vincitori, per la Francia Yannick Barbe, premiato dall'Assessore di Novalesa Matteo Ghiotto, in rappresentanza del Sindaco, che ha offerto al vincitore il diploma d'onore e un soggiorno di una settimana per 4 persone a Novalesa; per l'Italia ha vinto Lodovico Marchisio, premiato dal Sindaco di Lanslebourg Jean Pierre Jorcin, che ha offerto al vincitore un soggiorno di una settimana per 4 persone a Lanslebourg e il diploma d'onore. Del ricco curriculum di Lodovico diamo una sintesi. (L.R. - Settembre 2007) ------------------------- Il testo di Lodovico Marchisio che ha vinto quest'ambito premio Una brezza leggera raccoglie l'alito indistinto del vento. Non ci sono profumi, né fiori nell'aria tersa del mattino. Solo ricordi, rimarcati dal calpestio dei passi affrettati, assenti! Questo lieve rumore cancella i ricordi che affiorano stanchi, impercettibili per ora. Ê l'alito del torrente in pieno disgelo che crea suoni dapprima incomprensibili ma che nel silenzio assumono una voce strana, indistinta, inconsueta. Essa affiora e prende vita sotto la spinta possente del tuono che compone nel suo rombante urlo, un grido d'aiuto raccolto e trascinato dalla luce del fulmine che lo precede. Da questo simposio di suoni, un flash di ricordi sopiti dal tempo, riaffiorano. Guardo in direzione del temporale e da un effimero arcobaleno che spunta dal fondovalle, assumono forma dei volti e una croce. Il respiro affannoso che mi accompagna nella corsa verso quel richiamo è come una luce improvvisa che mi indica l'incerto cammino del dopo e mi trascina il corpo, ora plasmato dalla mente e dal cuore. Tutt'attorno sento ora distinte le voci dei morti, strozzate dall'ultimo grido della valanga lontana, accompagnate da un'orchestra di suoni: l'allodola, l'allocco e le ranocchie dello stagno che assemblano queste note per proiettarle all'unisono verso il nascente arcobaleno, che come tutte le cose effimere della vita si dissolve con la stessa velocità con cui è comparso, lasciando un segnale indistinto e incompiuto! Lodovico Marchisio |





