News sui 4000

Alpinisti nel recinto

In epoca pre-contemporanea, nelle città europee esistevano le cinte daziarie. Poi, con l'abbattimento di mura e bastioni, sono saltate, in modo che persone e merci potessero entrare e uscire liberamente dai centri abitati. 
Ora, se preoccupa che a Venezia, soffocata dai turisti mordi e fuggi, venga introdotto il numero chiuso giornaliero con tanto di tornelli, la prospettiva assume toni grotteschi se pensiamo a misura analoga per il lato francese del Monte Bianco, secondo le intenzioni del sindaco di Saint-Gervais. L'accesso al comprensorio del Bianco è un po' più difficilmente circoscrivibile rispetto a quello delle calli veneziane; ragion per cui, se dovrebbe essere scongiurata l'ipotesi d'incontrare, tra prati, pietraie e ghiacciai, una barriera (di filo spinato?), correremo invece il rischio d'incappare in un controllo dei gendarmi per verificare se abbiamo il pass. Se in difetto, giocheremo forse a guardie e ladri fuori dai tracciati, rischiando di romperci una volta in più l'osso del collo? Se il permesso, faticosamente ottenuto, coinciderà con giorni di meteo da lupi, ce la giocheremo lo stesso? Se rientreremo sul lato francese in uscita da vie italiane troveremo chiuse le porte dei rifugi e aperte quelle della galera?
Quella della montagna è pratica outdoor, non indoor, e non è (solo) uno sport, quindi è un qualcosa di non (totalmente) misurabile e regolamentabile, come invece vorrebbe la nostra "società sicuritaria" (come ci ricorda Annibale Salsa). Tutto ciò, non fa altro che accrescere la deresponsabilizzazione collettiva, a discapito della consapevolezza individuale delle situazioni. In tal caso, ben hanno ragione coloro che invocano lo slogan "Vietato vietare".
Ma... non è che per caso, poi, tutto ciò ce lo stiamo meritando, visto che qualcuno di noi ha scambiato le montagne per un palasport con tanto di pista di atletica per le corse in velocità con scarpette griffate, oppure per un ring di boxe (come dimostra, per restare al Monte Bianco, l'assalto di quegli "alpinisti" alle guide che li avevano apostrofati circa la conduzione della cordata)?
 
(Luca Gibello - membro Consiglio direttivo Club4000 e presidente dell'associazione Cantieri d'alta quota - 13 settembre 2018)

La via del Goûter al M. Bianco: qualcosa si muove?

Come più volte evidenziato da Luciano Ratto, la via "normale" del Goûter al M. Bianco è particolarmente pericolosa: 16 vittime solo nella scorsa stagione! In "Opinioni e dibattiti" del Forum, Luciano aveva già presentato diverse possibilità per ridurre la mortalità della via; ora un articolo su "Le Dauphiné", segnalato oltre che da Luciano anche dal socio Aldo Tosetti, riporta le ipotesi che vengono prese in considerazione dalle autorità locali per diminuire il numero di incidenti.

Cliccate qui per prendere visione dell'articolo de "Le Dauphiné"; sul sito del giornale è possibile leggere anche i commenti dei lettori.

(F.M. - 19 febbraio 2018)

L'inutile battaglia di Luciano Ratto sul Grand Couloir al Gouter

“Le alte temperature stanno provocando importanti cadute di pietre sempre più frequenti lungo il Couloir del Gouter e così le autorità francesi in una nota raccomandano massima prudenza. Il Prefetto dell’Alta Savoia e il Sindaco di Saint Gervais chiedono agli alpinisti di partire alpiù presto al mattino, quando le temperature sono più basse, sia per raggiungere il rifugio del Gouter sia per arrivare alla cima…”. Questa la notizia comparsa su "La Vallée Notizie" che ha suscitato l'indignazione di Luciano Ratto, fondatore del Club 4000. Lo scorso anno il nostro Luciano aveva creato un dossier sulla pericolosità dell'itinerario del Gouter al M. Bianco e sulle possibili soluzioni, dossier ripreso da diverse pubblicazioni specialistiche. Si possono leggere le sue amare considerazioni sul sito di MountCity dove si può anche consultare il dossier completo.

(F.M. - Fonte: L. Ratto, 9-09-2016)

Articolo di Luciano Ratto su MountainBlog

La pericolosità del Grand Couloir del Goûter sulla via normale francese al Monte Bianco è stata più volte segnalata anche su questo sito (si veda in particolare "Le vie normali al Monte Bianco". Luciano Ratto, che ha spesso denunciato l'inerzia delle autorità Francesi di fronte ai numrosi incidenti mortali che si verificano ogni anno, ha recentemente preparato un dossier su "Lo scandalo del canalone del Goûter", nel quale esamina a fondo il problema e le possibili soluzioni. Potete prenderne visione sul sito di MountainBlog,che lo ha pubblicato integralmente.

 

(F.M. - Settembre 2015

Ripristinata la traccia per il colle del Lys

La sezione di Varallo Sesia del CAI ci comunica che questa mattina le guide alpine di Alagna e Gressoney hanno aperto un passaggio sulla zona sotto il Colle Vincent dove si era formato, a causa delle elevate temperature di questi giorni, un muro di ghiaccio in corrispondenza di un grosso crepaccio.

E' stato creato un vero e proprio varco che, di fatto, facilita il percorso che porta al Colle del Lys e, da lì, alle principali cime del Monte Rosa, Capanna Margherita compresa.

Si può leggere la notizia anche su La Provincia di Biella.

 

[P.B. 24.07.2015]