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ARGOMENTO: 21-23/8/2010 Zinalrothorn, Kanzelgrat

21-23/8/2010 Zinalrothorn, Kanzelgrat 26/08/2010 11:59 #699

GLI ANTEFATTI
L'anno scorso, salendo la nord dell'Obergabelhorn avevo ammirato questa bella e "pungente" montagna! Mi era rimasta impressa la sua forma aguzza e? il suo nome particolare. Prima o poi mi sarebbe piaciuto salirla. Ammetto però che non avevo molta voglia di percorrere la via normale, così ho iniziato un certosino lavoro di documentazione alla ricerca di un itinerario che mi attirasse maggiormente: alla fine la scelta è caduta sulla Kanzelgrat, la "cresta del pulpito".
Le diverse relazioni davano una valutazione sul TD - /TD, con del IV e due passi di V. Si trattava quindi di una salita non estrema ma interessante.
Poteva forse essere una buona scelta per il we del 21-22 agosto, con tutte le montagne ancora abbondantemente ricoperte dalla neve venuta nei giorni precedenti, che rendeva le vie di roccia pura difficilmente fattibili a causa delle troppe colate. Sulla Kanzelgrat l'esposizione a sud e la quota non troppo elevata (dai 3800 ai 4100) avrebbe probabilmente contribuito a pulire i passaggi più duri e verticali: al limite c'era la possibilità di trovare un po' di verglass? ma la via era corta (300 m) e? in qualche modo saremmo saliti, anche se più lentamente?

IL GRUPPO
Detto fatto. Dopo le solite, lunghissime ed estenuanti consultazioni del venerdì, alla fine siamo in 4:
- Daniela Formica (vedere il suo resoconto su questo stesso forum), decisamente triste perché ormai ha in testa una sola salita in campo alpinistico (la traversata Schreckhorn-Lauteraarhorn, gli unici 4000 che continuano a mancarle...) e tutto il resto, fosse anche la nord dell'Eiger, viene da lei visto come salituccia di ripiego? :shock:
- Enrico Pessiva, valente Hdemico di Torino che, da quando ha scoperto che non soffre più di mal di montagna, non lo ferma nessuno! (Non che prima fosse facile fermarlo...)
- Ezio Mosca, altro valente Hdemico di Torino?
-?e il sottoscritto.
Insomma un gruppo vario!

LA CRONACA
La gita è presto raccontata attraverso i suoi punti salienti: lunga salita al rifugio (1600 metri di dislivello), grande sudata, doccia con la pompa di acqua gelata (forse il momento più epico dell'intera gita?), cena ottima, nanna.
Poi la solita sveglia che mi coglie ancora sveglio, la facile salita su pietraia e ghiacciaio, l'arrampicata lungo il camino per sorpassare un salto di roccia, gli improperi in tetesko delle cordate che erano ferme per legarsi ed affrontare il camino (noi nel superarle non abbiamo fatto loro alcun danno? ma probabilmente stavano solo facendo esercizi gutturali... ;-) ), l'arrivo in cresta, la? "pausa tecnica" sul punto più aguzzo della cresta (per definizione l'intestino si fa sempre sentire nei posti più impropri e inadatti?) ed infine gli 8 tiri della via che ci fanno sbucare sulla normale, sopra la placca Biner, verso le 13. Veloce salita alla cima, incrocio con cordata in un tratto di cresta un tantino aerea, soliti improperi in tetesko (anche in questo caso hanno fatto tutto loro: noi eravamo in salita e quindi con? "diritto di precedenza", inoltre loro erano fermi e ben legati in sosta? Sarà stata la stessa cordata del mattino che ripeteva i gargarismi? ;-) ) e leeento rientro al rifugio.

LA RELAZIONE
A chi volesse ripetere questo itinerario consiglio la relazione di Vaucher, che riporto qui di seguito: è perfetta e, anche volendo, con quella tra le mani, non si può sbagliare.
Ecco il testo ripreso da M. Vaucher, "Le Alpi Pennine, le 100 più belle ascensioni fra il Gran San Bernardo e il Sempione", Zanichelli. La riporto per esteso dal momento che il libro è da tempo fuori pubblicazione. In parentesi quadra sono indicati i tiri percorsi nella nostra salita.

Dalla piazzola detta della "prima colazione" salire in direzione della Q 3786 m. Attraversare alcune rocce che conducono alla cresta di neve (Schneegrat). Questa cresta, larga all'inizio, diventa poi sottile ed è talvolta con cornici. Seguirla fino alle prime rocce. Si arriva così alla base della Kanzelgrat, che fa ancora parte della via normale. Scalare due piccoli salti facili. A questo punto la via normale continua in obliquo a sinistra, raggiunge un couloir, quindi la Gabel, intaglio simile a una forca costituita dalla vetta e dall'ultimo gendarme del Rothorngrat. Continuare a salire con una traversata ascendente su neve, leggermente verso sinistra.
Superare delle placche (III) in direzione della cresta. [L1]
Una cengia nevosa permette di raggiungerla facilmente dopo 30 m di arrampicata. [L2]
Passare una piccola boite aux lettres e dirigersi a sinistra verso un camino di 15 m che termina con un piccolo strapiombo. [L3]
Scalare il camino (IV) [L4] e continuare sempre sotto la cresta sul versante S su placche ripide (IV) in direzione di un altro camino di rocce chiare. [L5]
Questo camino raggiunge la cresta sotto la parete terminale strapiombante. Scalare il camino da una placca a destra (V, 1 chiodo sul posto). [L6]
Dopo alcuni metri più facili in traversata ascendente verso sinistra si arriva a un strapiombo tagliato da una fessura. Superare lo strapiombo (V). Punto di sosta su di un piccolo terrazzo. [L7]
Una placca sulla sinistra (III) permette di raggiungere la via normale proprio sotto la vetta. [L8]

OSSERVAZIONI SULLA RELAZIONE VAUCHER
- Il camino di IV (L4) è stato da noi "conquistato" metro dopo metro, perché intasato di neve e verglassato. Molto probabilmente, in buone condizioni, è proprio solo IV.
- Nel sesto tiro (il V di placca con chiodo) non abbiamo trovato il chiodo segnalato, comunque la difficoltà è intorno al 5a ed è proteggibile con friend (piccoli e medi).
- Nel tiro successivo (strapiombo), anch'esso dato di V, abbiamo trovato un chiodo con cordino bianco. Il tiro era bagnato ma il grado (anche quando è asciutto) supera il V: si tratta di una classica valutazione "d'antan" dove non si guardava molto alla differenza tra libera e artif. Se fatto in libera, penso che si possa parlare di un movimento intorno al 6a. Anche questo tiro è facilmente integrabile con friend piccoli e medi (eventualmente da "tirare" per un po' di dignitosa artif! :lol: ).
- Sulla via normale sono presenti fittoni (zona placca Biner) e soste per le doppie (solitamente formate da un solo spit con maillon).

CONSIDERAZIONI PERSONALI
- La salita è carina, su roccia buona (incredibile eccezione rispetto ai soliti sfasciumi del Vallese).
- Il principale difetto è la lunghezza di soli 280-300 metri, che rende la parte di arrampicata un po' troppo breve rispetto alla fatica che bisogna fare da Zermatt per arrivare fino alla base. Un breve calcolo della "fatica al tiro" mostra che qui i valori sono molto più alti che non, ad esempio, sul gran capucin o all'envers des aiguilles? ;-)
- la Kanzelgrat non è quindi adatta per chi voglia gustarsi una lunga arrampicata in quota, stile magnesite e scarpette.
- La salita è invece decisamente raccomandabile (a mio modesto avviso) per chi voglia comunque salire lo Zinalrothorn e opti per una via di arrampicata stile guanti e scarponi (e talvolta anche ramponi :lol: )!!

Si prega Accedi a partecipare alla conversazione.

Re: 21-23/8/2010 Zinalrothorn, Kanzelgrat 03/09/2010 00:04 #713

Complimenti! Bella salita! :oops:

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