Benvenuto, Ospite
Nome utente: Password: Ricordami
  • Pagina:
  • 1

ARGOMENTO: Appunti dal Paradiso

Appunti dal Paradiso 08/08/2013 20:06 #1291

Siamo stanchi, scendendo dal Gran Paradiso, chi ha male alle gambe, chi male ai piedi, chi mal di testa. Il sentiero che scende a valle dal rifugio Chabod non finisce mai, un tornante dopo l'altro, siamo in marcia ormai da quasi 14 ore. Diciamo pure che non ne possiamo più.
Per far passare il tempo ci mettiamo a discutere del ben noto fenomeno per cui, per quanto lunga od eterna sia stata la gita, dopo poco tempo, spesso già il giorno dopo, tutta la fatica sfuma nella memoria, che cancella in breve i ricordi negativi di ciò che abbiano vissuto e ne conserva, spesso amplificandoli, gli aspetti piacevoli e gratificanti.
Così, in breve siamo pronti a ripartire.
Da questo classico processo psicologico di rimozione consegue che, ad essere sinceri, le nostre belle giornate in montagna sono più che altro fatte di fatica, di sofferenza, di sforzo per non mollare, non fermarsi, non tornare indietro. Di ansia per il tempo, le difficoltà , le condizioni. Di paura di non essere all'altezza, di cacciarsi nei pericoli, di non aver preso l'equipaggiamento giusto.
Il divertimento, il piacere estetico per i bei paesaggi, la contemplazione ed il godimento interiore arrivano ben dopo, in genere quando siamo tranquilli a casa a rivederci al computer le nostre foto.
Pochi resoconti delle nostre salite sfuggono a questo filtro, che tende ad addolcire ed abbellire le nostre imprese.
Ci sono, è vero, criteri oggettivi con cui classificare l'impegno profuso, ad esempio la difficoltà, l'ingaggio, la lunghezza, le condizioni, etc. etc, e con cui giustamente relazionare ad altri le nostre gite.
Nella mia personale classificazione, il criterio principale con cui cerco di rendere un pò oggettivi i ricordi, sono i tempi impiegati: rifugio-rifugio, auto auto, rifugio-vetta, vetta rifugio, avvicinamento.
Dato e non concesso che vada più o meno sempre con gli stessi ritmi( ma su questo comincio ad avere qualche dubbio), i tempi di salita e discesa mi fanno subito venire in mente, senza troppo barare, quanta fatica ho fatto, quanto la montagna mi ha spremuto, quanto sforzo mi è costato.
Così, se la traversata Piccolo-Gran Paradiso è durata 12 ore da rifugio a rifugio non c'è alcun dubbio che si ritorna belli cotti.
Metà tempo (oltre tutto da rifugio a funivia!) per la via degli Italiani alla Parrot, quindi metà fatica circa.
Per l'Arrete du Jardin ci sono volute 20 ore da rifugio a rifugio, qualche ora in più per l'Arrete Sans Nom, dove abbiamo sfiorato il giro dell'orologio. Mi sento ancora stanco adesso al solo pensarci.
Anche la Peuterey, il Brouillard,le Jorasses,lo Schrekhorn-Lauteraarhorn sono state gite lunghette, anzi eterne per dirla tutta.

Anche questa volta non abbiamo battuto nessun record, in 12 ore siamo passati dal Piccolo al Gran Paradiso e siamo tornati sulle nostre strade terrene.
E anche questa volta nè è valsa la pena.

Traversata Piccolo- Gran Paradiso dal Colle di Montandayné
Difficoltà:D
Salita effettuata il 27 Luglio 2013 con Alberto Morino ed Enrico Pessiva
Condizioni complessive ottime.
Itinerario vario ed interessante

Si prega Accedi a partecipare alla conversazione.

  • Pagina:
  • 1
Tempo creazione pagina: 0.299 secondi
Powered by Forum Kunena