WEISSHORN, cresta N: la più bella delle Alpi?

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23/08/2013 23:02 - 23/08/2013 23:04 #1306 da Franz Rota Nodari
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Weisshorn, 4505m: Cresta Nord --> Cresta Est

Da Camptocamp.org

Cosa deve avere una cresta per potersi meritare il titolo di “più bella delle Alpi”? Banalmente deve avere tutte le caratteristiche che la rendano unica nel suo genere: un tratto di roccia, uno di neve/ghiaccio, essere estetica, panoramica, elegante… Tutte queste caratteristiche le ha proprio la cresta Nord del Weisshorn, il gigante bianco vallesano che coi suoi 4505m domina le valli di Zinale e Tasch e che per la sua posizione defilata rispetto agli altri 4000 della Corona Imperiale svetta isolato ed elegante.

Salito anni fa con Gianfranco dalla sua cresta Est, questo colosso vallesano attirava le nostre attenzioni da tempo per un ritorno dalla sua invitante cresta Nord. Anche con Brozio, che ultimamente si stava sparando una serie di belle salite over 4000, si parlava spesso di questa esaltante gita. È così che non impieghiamo molto ad organizzare le cordate: io, Brozio e Titty (la parrucchiera assatanata di 4000); Gianfranco e Fabrizio. Scartata l’idea di portare la macchina a Randa, dove scende la normale, partiamo da Zinal martedì mattina a mezzogiorno. La giornata è fantastica e il sentiero ci porta velocemente (in 3h contro le 4h30 dichiarate) alla nuovissima Cabane du Tracuit. Il pomeriggio trascorre chiacchierando all’aperto e riposando in stanza. Dopo cena, il tramonto favoloso è il regalo che ci consegna alle brande. Del centinaio di ospiti della capanna, solo in una ventina ci ritroviamo in sala a far colazione al primo turno. Alle 2:40 si parte. Fuori c’è un venticello fastidioso che ci intimorisce per il proseguo della giornata. In 2h30 siam sul Bishorn dove il vento e il freddo ci fanno temere il peggio per la cresta. Il freddo permane per un’oretta, il vento invece man mano cala. Primi passi equilibristici su rocce coi ramponi, finché li togliamo per proseguire solo su roccia. Passaggi aerei, traversi, doppiette, qualche chiazza di neve si susseguono col sopraggiungere della luce e l’aumentare dello splendore del panorama. Le cordate che ci precedono son più lente e ci obbligano a qualche forzata sosta fastidiosa perché obbliga a star fermi al freddo pungente. Con l’arrivo del sole il tutto migliora ed eccoci ai due splendidi tiri di IV che ci consegnano al Gran Gendarme. Dopo un traverso siam alla neve. Con tratti estetici ed affilati eccoci, dopo 8h dal rifugio, alla panoramica cima. Come detto spesso, la gita non finisce qui: la discesa è lunga e snervante e ci occuperà quasi 6 ore. L’avevamo già percorsa in salita e discesa, ma i ricordi col tempo si offuscano e non ricordavamo quanto fosse pesante. Dopo il primo ripido pendio di neve e ghiaccio, segue la cresta affilata di blocchi compatti. Divertente, ma inevitabilmente lunga e lenta. Per non parlare della spiacevole discesa dalla Frühstückplatz dove tutto è sfasciumato. E finché non si giunge sul ghiacciaio, nei pressi del rifugio, non si può abbassare la guardia. Qui i soliti diverbi col gestore “fuhrer” ci scivolano addosso paghi come siamo della gita. Inizialmente ci balena anche l’idea di tirare dritto a valle, ma dovendo poi recuperare l’auto a Zinal sarebbe stato comunque solo l’inizio del rientro. Tuttavia, dai racconti trovati in rete, pensavamo la giornata ben più lunga e tirando un po’ i ritmi si poteva pure provare la discesa diretta. L’indomani, in ogni caso più ripostati, di buon ora scendiamo in 2h15 a Randa dove Gian con tutti i mezzi possibili (due treni e due bus) torna all’auto. Noi, avendo tempo, decidiamo di avviarci in discesa lungo la valle fino a San Niklaus dove prenderemo il treno per Visp. Svaccati nel prato del parchetto della stazione aspetteremo qualche ora il buon Gian.
Una gita memorabile. Una traversata sublime. Una cresta indimenticabile. E quando le membra cominciano a dimenticare le fatiche…la voglia di tornare su quell’aguzzo corno per un’altra cresta rimonta in noi. Alla prossima quindi! Speriamo ancora con una tale fantastica compagnia con cui condividere una simile avventura.

Ecco le foto:


Salendo alla capanna la maestosa parete Ovest ci si para davanti. E il gendarme dove passeremo l’indomani svetta isolato

Al rifugio con sulla sinistra l’invitante Bishorn

Riposo con vista (Zinalrothorn)

Tramonto sulla cresta Nord

Ancora al buio all’inizio della cresta

Prima doppietta

WOW

La nevosa cresta che ci aspetta

Giganti: Cervino, Zinalrothorn, Obergabelhorn

Neve e roccia

Altra doppietta

Traversi e paretine

Tanti passaggi divertenti

Tratti di neve ghiacciati

Voltandosi

Super

Il Gran Gendarme

Al colle alla base del Gendarme

Attacco

Esposizione esaltante

Vai Titty

Vai Bro

Bei torrioni

Ed eccoci alla neve

Voltandosi verso il Gendarme

Bella!

Ci siam quasi

Ecco la vetta

La cresta percorsa

Zinalrothorn e Obergabelhorn: magnifici

Affilata discesa

Doppiette


Voltandosi verso la cima

Alè!
Last edit: 23/08/2013 23:04 by Franz Rota Nodari.

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26/08/2013 16:46 #1307 da Raffaele Morandini
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Complimenti a tutti per la bella scalata.

L'estetica c'è senz'altro e, in quanto al resto, dalle foto vedo che non manca nulla. Finalmente dalle tue fotografie mi sono fatto un'idea più chiara di questa spettacolare cresta. Grazie per averle postate.

Due settimane prima ero sul Bishorn proprio ad osservare la cresta nord del Weisshorn. C'era decisamente più neve e quel giorno dalla Tracuit sono partiti solo in 2 per il Weisshorn.

Riguardo al vento e al freddo, credo che proprio la vetta del Bishorn e al colle verso il Weisshorn, siano il "canale" preferenziale del vento, perchè l'ho sempre trovato.

Hai scritto "... i soliti diverbi con il rifugista [WeisshornHutte]", perchè i "soliti" ? Non so che problema avete avuto, ma non siete gli unici a sottolineare il carattere del rifugista.

Come ti è sembrata la nuova Tracuit ?

Ancora bravi!

Raffaele

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27/08/2013 14:15 #1308 da Franz Rota Nodari
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Grazie Raffaele.

Raffaele Morandini ha scritto: L'estetica c'è senz'altro e, in quanto al resto, dalle foto vedo che non manca nulla. Finalmente dalle tue fotografie mi sono fatto un'idea più chiara di questa spettacolare cresta. Grazie per averle postate.

E' sempre un piacere poter dare info e suggerimenti.
Facendo tante foto...c'è il rischio un po' di rubare l' "avventura" ;-)
Devo però fare una premessa...
Come qui (con il tuo intervento), anche su on-ice (osservando il numero di visite dei report), ho trovato un maggiore interesse per la Brenva e il Weisshorn, che non per il Saudan alla Tournette. Sarù che mi è "costato" una gita a vuoto, però il Saudan l'ho amato tantissimo. Una via poco nota e poco celebre per una vetta super inflazionata.
La volontà è del resto sempre quella: trasmettere qualcosa cha vada oltre le guide o le vie iperfrequentate...

Raffaele Morandini ha scritto: Hai scritto "... i soliti diverbi con il rifugista [WeisshornHutte]", perchè i "soliti" ? Non so che problema avete avuto, ma non siete gli unici a sottolineare il carattere del rifugista.
Come ti è sembrata la nuova Tracuit ?

Il rifugista è notoriamente un orso.
Il primo anno che volevo salire al Weisshorn (2002/3) avevo provato a prenotare.
Non c'era posto. Verosimile, essendo piccola piccola (25 pp).
Non ci volevo credere però...era luglio...inizio stagione...
Ho fatto chiamare una mia collega madrelingua tedesca...c'era posto...poi non andammo!!!!

Nel 2008 quando poi tornai per la vetta, la qualità della cena e il suo essere burbero mi tornarono alla mente.
A sto giro, avevo prenotato 5 psoti lasciando la riserva della cena (mezza pensione).
Giunti a confronto con il gestore mi ha subito aggredito dicendomi che io avevo detto che avremmo cenato (in realtà poi ha sostenuto che avessi parlato con lui e invece avevo sentito la figlia!!!!), che lui aveva cucinato per noi e che avrebbe dovuto buttare via tutto (una brodaglia blanda e un piatto di "spaghetti" al "ragu'"????)....e che quindi avremmo dovuto pagare lo stesso tutto!!! Non tanto è il concetto...quanto il modo di approcciarsi e rivolgersi sgarbatamente che è fastidioso.
In ogni caso mezzapensione 53 €...anche non esagerato...
...rispetto ai 65 € della Tracuit.
Il rifugio nuovo è bellissimo, anche se non apprezzo più di tanto lo stile hightech dei nuovi rifugi sfizzeri (perlinato, vetrate, corridoi psyko...).
Il tabellone dei prezzi cita : dormire 25, mezza pensione 45.
Peccato che il "mezza pensione" sia inteso solo cena+colazione e vada sommato al dormire = 70 Fr. Solito litro e mezzo di acqua: 9 Fr.
Insomma, viva i bivacchi!!!!

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27/08/2013 16:24 #1312 da Raffaele Morandini
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Inizio da dove hai terminato di scrivere: Viva i Bivacchi ! E non solo per il carattere di certi rifugisti.

I tuoi post/report sono sempre entusiasmanti, oltretutto corredati da foto incredibilmente belle ... mi domando sempre come fai a scattarle in certi punti arditi. Comunque leggo sempre con molto interesse i tuoi scritti. Alcune volte, come nel caso della Saudan, non intervengo perchè non conosco nulla di quelle zone ... che inquietano solo osservando le foto. Mentre al Weisshorn ho dedicato una particolare attenzione, avendoci fatto più di un pensiero.

Condivido tutto quanto hai scritto circa i rifugi. Mi ha fatto ridere il tuo racconto delle diatribe con "l'orso" della Weisshornhutte e mi ha fatto ricordare la "persecuzione" nei miei confronti di un altro "orso elvetico", quello della Monchsjockhutte, che, ogni volta, durante la colazione, mi chiedeva se avevo pagato nel conto anche la colazione. Con tutta la gente presente lo chiedeva solo a me - unico italiano - ma la cosa incredibile è che sono stato li diverse volte e ogni volta si è ripetuta la stessa scena. Anche per la Monch, il discorso cibo è meglio non affrontarlo. Comunque, stiamo generalizzando e cavalcando un po'i luoghi comuni. In realtà in alcune Hutte svizzere ci si può trovare benissimo, tra tutte vorrei citare le due dell'Oberland, la FinsteraarhornHutte e la KonkordiaHutte. Visto che hai menzionato i prezzi, non ho mai capito perchè l'acqua minerale naturale debba costare, in proporzione, più della birra (?). Riguardo alla nuova Tracuit, come ho già scritto, preferivo la vecchia struttura, ma posso comprendere le necessità di innovazione verso, forse, il cosidetto impatto zero. In ogni caso non si ha proprio la sensazione di essere in montagna, ma piuttosto in una struttura ospedaliera moderna ... specie nel corridoio. Comunque, personalmente, parto sempre predisposto a lasciar correre ogni cosa, perchè penso sempre che un rifugio, come anche un bivacco, siano le alternative all'addiaccio, quindi tutto va bene. Anche se in realtà, quando mi è capitato - e a volte ho proprio cercato - di dormire all'aperto, non è poi stato così male, anzi ...

Viva il cielo stellato!

Raffaele

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