Canalone FOLATTI: poker di canali al BERNINA

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01/10/2013 07:15 - 01/10/2013 07:18 #1334 da Franz Rota Nodari
1 – ZUPO’, 3987m. Seracco Forcola Zupò. 2011

2 – ROSEG, 3915m. Canalone Marinelli. 2011

3 – BERNINA, 4049m. Direttissima. 2012

4 – ARGENT, 3995m. Canalone Folatti. 2013



Bellissima foto di Vitolo del 28 settembre 2012. E mappa svizzera ( map.wanderland.ch/?lang=it )

Il versante sud del Bernina, questo sconosciuto! A parte la super classica normale alla vetta massima, il versante italiano della cresta principale del Bernina è decisamente snobbato dagli alpinisti. Cime che sfiorano i 4000 metri e che vengono principalmente salite per i loro versanti nord (svizzeri): il Roseg dalla Eselgrat o dalla Nord, lo Scerscen dal Naso, lo stesso Bernina dalla Biancograt, Argent e Zupò con gli sci dal Morteratsch, i Palù… Tuttavia il versante italiano regala una carrellata di vie interessanti, appaganti e non particolarmente difficili o pericolose, se colte nel periodo giusto. Negli ultimi tre anni mi son concentrato, con differenti soci, su queste vie “ricevendo” un poker di regali indimenticabili. L’infissione delle paline ablatometriche del Servizio Glaciologico Lombardo nel 2008 a 3500 m sul Ghiacciaio di Fellaria mi porta a far visita “forzata” a questo versante con una periodicità annuale. E perché non unire ogni volta una gita ai rilievi? Per scelta sia del periodo favorevole al versante “caldo” (miglior rigelo, minor caldo e pericolo di scariche e trasformazione repentina della neve nuova al sole) che per la minor presenza delle folle, mi son servito sempre e solo dell’invernale del Marinelli o dei bivacchi Pansera e Parravicini in periodo autunnale.
Per le altre gite rimando ai report linkati nell’elenco iniziale.

Fourcla d’Argient: Canalone Folatti, 500m/50°(uscita 70°, secondo la linea)/D

Grazie a Teo e Giacomo per la foto

Venerdì pomeriggio con Mara e Roby (Poz) saliamo in 2h45 al Rifugio Marinelli, chiuso da una settimana. Conosciamo già il suo bell’invernale. Addirittura troviamo al suo interno due taniche di acqua, del pane, un barattolone di yogurt (che non toccheremo ;-)) e di marmellata. E l’ottima stufa che useremo giusto per riscaldare un poco l’ambiente (e i wurstel;-)) vista la poca legna presente. Per la nostra Oktober fest non potevano mancare birra e wurstel ;-) seguiti dal risotto e dal dolcetto ;-) Il pomeriggio non è stato molto sereno e abbiam rischiato di prendere un po’ d’acqua salendo al rifugio con una temperatura tutt’altro che estiva…è ormai autunno. In serata però l’orizzonte comincia a rischiararsi e fa ben sperare per l’indomani. È infatti sotto un’ottima stellata che raggiungiamo il Passo Marinelli Occidentale e scendiamo sul ghiacciaio di Scerscen superiore. C’è inizialmente poca neve e camminiamo su ghiaccio vivo. Verso l’attacco del Canalone Folatti invece la neve è coperta da uno strato di detrito che il vento alza e spinge fastidiosamente negli occhi: residuo di una frana recente dalla Cresta Guzza. È ancora buio. Siam arrivati prima del previsto qui. Tuttavia si intuisce la nostra bianca linea tra le massicce pareti della Cresta Guzza e dell’Argent. Qualche sasso che cade dall’alto ci pone inizialmente dubbi sulla sicurezza, ma verifichiamo trattarsi di piccole rocce che si staccano da una parete laterale incrostata di ghiaccio, poco dopo fuori dalla nostra linea. Superata senza problemi la crepaccia terminale, saliamo su ottima neve portante per due terzi del canale e arriva la luce. L’ambiente è di prim’ordine e dietro di noi si accende anche il panorama. Comincia il ghiaccio e cominciamo a procedere in conserva protetta. Sopra di noi la muraglia del seracco sommitale aggettante. Spostandoci a sinistra su ghiaccio spaccoso e marmoreo prendiamo una linea di neve e ghiaccio morbido da fusione/rigelo della neve: una goduria! Fatta sosta a lato, vicino alle rocce, proseguiamo per una colata con saltini a 70° con bellissimi “cavolfiori” di ghiaccio e neve. Usciamo al colle alle 9 e il vento, che nel canale era pressoché assente, ci investe. La temperatura è tutt’altro che mite. Verso destra saliamo il dossone ghiacciato che conduce al plateau sotto il Piz Argent. Lasciamo gli zaini e per l’affilata cresta alla vetta. Panorama sublime e vento teso. Giusto il tempo di poche foto e giù agli zaini. Traversiamo ora sotto le Bellaviste intercettando un’ottima traccia e qualche alpinista ritardatario diretto al Bernina (mah!). Alle 12:30 valichiamo il Colle Bellavista e scendiamo sul Ghiacciaio di Fellaria. Dopo qualche sondaggio di spessore della neve (40 cm sopra uno strato di firn impenetrabile) intercettiamo la palina SGL (che abbiam infisso qui nel 2008) a quota 3450 sotto il Bivacco Pansera. Emerge di 73 cm (in 20 di neve): non male! Escludiamo rapidamente l’iniziale idea di scendere dal ghiacciaio dopo la caduta in un crepo coperto del quale non si vede il fondo. Proseguiamo quindi per una bastionata di rocce inizialmente dall’aspetto ben più arduo, che avevam salito nel 2008, e che offre un’arrampicata divertente (II) a ritroso. Intanto il tempo va via peggiorando come da previsione, ma ormai è “solo” una lunga (7,5 km!!!) discesa al Rifugio Bignami e a Campo Moro, dove giungiamo alle 18.
Un grazie ai soci che mi han seguito anche in questa ennesima perlustrazione. E grazie a Roby per la gita che finalmente abbiam potuto condividere. Gita piena e giornata favolosa. E la prossima su questo versante? Beh per fare cinquina c’è ancora una “inedita” linea attraente da percorrere…pazientiamo un annetto e si torna!

Verso il Marinelli, spunta il Folatti a sinistra

Quel che resta della vedretta di Caspoggio

Magico tramonto sul Disgrazia

Eccolo (condizioni ben migliori del 2012!!!)

Cime nascoste...ma canale ben visibile.

Dentro

Ambientone

Opa Franza Style

Inizia il ghiaccio

Marmoreo...

Verso la "goulotte"



Divertimento puro

Scorcio tra pareti

Godooooo

Brava Mara photographer

Divertente uscita

Fine delle trasmissioni

Venghino signori

Vai Robyyyyy

Il seracco incombente

Sua maestà il Pizzo Bello

Bernina

Cielo Argientato

Colori pastello

Lasciato lo zaino di corsa alla vetta

Muretto

"Foto" di vetta

Iceberg al Fellaria Orientale

Roseg

Sulla traversata delle Bellaviste

Piz Spinas (o Palù Occidentale)

Immensità glaciale

Sotto lo Zupò

L'altra faccia dell'Argient

Palina ablatometriche SGL, ghiacciaio Fellaria, 3450m
(emersione 73 cm, su 20 cm di neve. L'anno scorso emergeva di 93+37 cm)
Quindi 93 vs 130...qualcosina (firn o ghiaccio?) ha guadagnato...

Variante rocciatoria di discesa
Ultima modifica: 01/10/2013 07:18 da Franz Rota Nodari.

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04/10/2013 17:47 #1336 da Raffaele Morandini
Uèla che lusso! "Due piccioni con una fava!" Lavoro e scalata, come dire, dovere e piacere.

Per prima cosa complimenti, conosco il canale - di vista - e debbo dire che ci vuole coraggio ad infilarsi dentro. I 70° nel finale devono essere stati tosti. La stagione scelta è quella giusta per questa zona ... come giustamente dici, in questo periodo è più sicuro e poi, cosa tutt'altro che trascurabile, senza nessuno in giro e il piacere di stare nei bivacchi.

Una curiosità, da dove hai scattato la prima foto, quella con l'intero gruppo montuoso su cui sono tracciate le vie? Anni fa ne avevo scattata una identica dalla cima del Corno Mara (m 2809), sopra Sondrio.

Ancora bravi e in bocca al lupo per la prossima linea da tracciare nella zona.

Raffaele

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11/10/2013 13:37 #1339 da Franz Rota Nodari

Raffaele Morandini ha scritto: Per prima cosa complimenti, conosco il canale - di vista - e debbo dire che ci vuole coraggio ad infilarsi dentro. I 70° nel finale devono essere stati tosti. La stagione scelta è quella giusta per questa zona ... come giustamente dici, in questo periodo è più sicuro e poi, cosa tutt'altro che trascurabile, senza nessuno in giro e il piacere di stare nei bivacchi.
Una curiosità, da dove hai scattato la prima foto, quella con l'intero gruppo montuoso su cui sono tracciate le vie? Anni fa ne avevo scattata una identica dalla cima del Corno Mara (m 2809), sopra Sondrio.
Ancora bravi e in bocca al lupo per la prossima linea da tracciare nella zona.
Raffaele

Ciao Raffaele
i 70 gradi finali non sono stati assolutamente tosti per il tipo di ghiaccio trovato: morbido e a "cavolfiori" per comodi appoggi.
Diciamo una bella fortuna perchè come ben sai il ghiaccio di seracco è di solito duro e spaccoso.
Ben più "ostico" il tratto prima di ghiaccio liscio, duro e spaccoso, ma solo per 50m. Prima solo neve.

Discorso diverso invece per la salita diretta del seracco che sarebbe stata un bell'ingaggio...non per la pendenza (anche per carità), ma per il tipo di ghiaccio.

Ben diversa situazione l'anno prima nello stesso periodo (quando abbiam salito il Bernina ) dove era presente una lastra unica di ghiaccio...
Ci vuole un po' di c... franziano ogni tanto ;-)

La foto è stata scattata da un amico di on-ice dalle Orobie a settembre 2012 mi sembra di ricordare dalla zona della Vallocci nei paraggi di Foppolo.

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