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ARGOMENTO: OBERGABELHORN: una nord che ti rimane nel Cuore

OBERGABELHORN: una nord che ti rimane nel Cuore 08/07/2015 14:07 #1435

Obergabelhorn, 4063m:

↑ Parete Nord 1100m/D/55° - ↓ Ârete du Cœur (integrale): 1100m/D-/50° [/color]
[/b]

Son passati ben 6 anni (settembre 2009) da che con Mara percorrevamo la traversata Arbengrat – Wellenkuppe . Era anche la nostra seconda gita assieme e da lì in poi ne avremmo fatte di ogni… Già allora però dell’Obergabelhorn mi affascinava la sua parete nord. Uno scivolo elegante, perfetto, invitante. Alcuni la paragonano all’Alpamayo o all’Ama Dablam… Una salita complessa e non banale, soprattutto per la discesa, se non effettuata dal versante opposto (ma logisticamente improponibile). Anche l’ “avvicinamento” alla parete è un viaggio a sé: la salita è infatti costituita praticamente da due pareti distinte con identità autonome. Una lunga ascensione di 1500 metri dal piano del ghiacciaio. Già ero stato alla Cabane du Grand Mountet con Denis per la traversata S-N dello Zinalrothorn . Mi ero ripromesso di non tornarci più per quel lungo accesso “spaccagambe”…ma sapevo che ci sarei tornato affascinato da quella parete splendida.


Nel 2011 con Denis allo Zinalrothorn, non si poteva non rimanerne affascinati. Bisognava solo attendere il momento giusto...

Bisognava però trovarla in condizioni ottimali per non avere margini di fallimento ;-) Condizioni che si ripropongono abbastanza regolarmente ad inizio stagione. E quando l’idea si fa strada nelle mie mire per il weekend (27-28 giugno) arrivano puntuali i report di condizioni ottimali. Si va!
Detto-fatto: siamo io, Mara, Albe e Anna (ancora parzialmente convalescente dal suo ginocchio) a risalire la lunga valle di Zinal sabato mattina. Qualche goccia di pioggia ci rinfresca. Arrivati al rifugio, proprio mentre stiamo cenando fuori scoppia il temporale. Ma dura poco e possiam far due passi per andare a vedere l’itinerario dell’indomani. I dubbi sono relativi alla prima parte di parete che presenta del ghiaccio scoperto (individuiamo una lingua di neve che ribattezzeremo scherzosamente "il pesce") e alla discesa. Solitamente si segue l’affilato primo tratto nevoso della Cresta del Cuore (Ârete du Cœur) per poi piegare sul versante della nord (ad est), fare un traverso (che va affrntato in condizioni sicure) e oltrepassata la parte rocciosa della cresta, percorrere una caratteristica cengia nevosa.
Dopo un po’ di indecisione nel ghiaione alla base della parete (stranamente gli ometti spariscono), attacchiamo la parete che è ancora buio. Procediamo bene, e invece di fare un lungo traverso su neve come le altre cordate, seguiamo una linea diretta che ha un tiro di ghiaccio, ma ottimo e morbido. Al plateau intermedio in un ambiente magnifico ci accoglie il sole e facciamo una pausa. Compare lo scivolo finale che caratterizza la nostra montagna. Magnifico! Sembra proprio in condizioni eccezionali. Già 3 cordate vi sono impegnate (ci hanno superato alla base), ma la traccia è talmente ben evidente e comoda in neve, che non sembra sia tutto quest’impegno… Superata senza intoppi la terminale, cominciamo anche noi la regolare salita, mettendo solo qualche vite in conserva per del ghiaccio che si sente sotto le punte. La vetta è tempestata da un forte vento e vi rimaniamo poco. Anche perché la discesa è lunga e ci terrà in tensione fino alla fine. La prima parte della Cresta del Cuore è scenica ed emozionante. La neve e le tracce perfette la rendono però superabile senza problemi. Giunti al bivio ove si dovrebbe scendere sul lato est, la neve ormai cotta non mi ispira. Optiamo quindi per la discesa diretta sul “filo” di cresta che è più un pendio intervallato da canaletti. La neve è ancora dura, anzi, forse troppo, bisogna procedere a ritroso con cautela per via anche di tratti di ghiaccio. È lunga. Sono 500 metri in punta di piedi, ma assolutamente sicura. La cengia poi fila via veloce e siamo già alla base. Giunti al rifugio birra e pediluvio crogiolati al sole sono un’ottima degna conclusione e un po’ di relax per i piedi. Solo un po’ di apprensione per i soci che non si vedono all’orizzonte. Mara si avvia. Io aspetto. Dopo due orette scoprirò che Anna ha stretto i denti per il ginocchio e le unghie martoriate dagli scarponi per la lunga discesa sempre sulle punte: grande! Recuperate le chiavi dell’auto, lascio anche a loro il tempo della meritata birra e parto pure io per l’eterna discesa verso Zinal dove arriverò ormai al buio. Solo con i miei pensieri. Bei pensieri su questo ulteriore sogno realizzato. Incontrando stambecchi, daini, pernici,… Solo un breve riposo nel prato del parcheggio ci attende però… l’indomani la sveglia suona presto e alle 9:30 sono già a Milano in ufficio, anche se l’attenzione sarà distolta di tanto in tanto dalle intense emozioni vissute poche ore prima… Grazie ancora una volta ai soci con cui è stato possibile realizzare questo sogno!
(Salita del 27-28 giugno)

Un video mix (immagini e video con GOPRO) qui: vimeo.com/142150731

Ecco le foto:

Panorama DOC arrivando alla Cabane du Grand Mountet

Ober B&W

Testando le crocs del rifugio sulla morena ;-)

Luci e ombre del cuore...

La luna illumina la nostra meta

Prima parete

Fuori dal tratto di ghiaccio verso il "pesce"...

Sua maestà il Dente Bianco

Dent Blanche e Grand Cornier

Magnifico triangolo perfetto

Perso nei ghiacci

Obergabelhorn o Alpamayo?

La crepaccia terminale

In parete

La splendida foto di Gabriella che ci ritrae impegnati in parete. Grazie!

Very good conditions!

Regolarità
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Fa capolino il Corno Rosso di Zinal

L'Ârete du Cœur scenografica

Amici alle calcagne...

Magico Zinalrothorn...con la sua bella cresta Sud di cui mi innamorai proprio da qua

Verso l'uscita

Eccomi

Vetta!!!!!!

La cresta del Cuore

Albe ed Anna sorridenti...

Cervino e Dent d'Hérens

Cuore di panna...

Ripidità

Sinuosità

In cima al mondo

Voltandosi

Panorama sulla conca

L'Ârete du Cœur "diretta". Neve da sballo.

Sempre esposti, sempre con panorama eccezionale sulla DB

Sulla caratteristica cengia nevosa

Giochi di chiari e scuri sulla scenica cresta

Back to the...refuge

Se non sembra Hymalaya questo?

Si prega Accedi a partecipare alla conversazione.

Ultima modifica: da Franz Rota Nodari.

OBERGABELHORN: una nord che ti rimane nel Cuore 23/08/2015 21:52 #1443

bellissime le foto della cresta col profilo di un uomo di neve tra sole e ombra

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OBERGABELHORN: una nord che ti rimane nel Cuore 26/08/2015 11:52 #1444

A dir poco splendide le foto (DIA) inviatemi per confronto dall'amico Vareno Boreatti risalenti al 21 settembre 1969!!!







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Ultima modifica: da Franz Rota Nodari.
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