Benvenuto, Ospite
Nome utente: Password: Ricordami
  • Pagina:
  • 1

ARGOMENTO: Per certe salite ci vuole NASO [del LYSKAMM]

Per certe salite ci vuole NASO [del LYSKAMM] 19/09/2016 15:16 #1478

Naso del Lyskamm, 4272m: crestone Sud
AD+/III+/IV-/dsl.tot.: 2400m/svil.cresta 3000m
Pernottamento Bivacco Mamo Comotti, 3550 m
[/b]


La salita dal crestone sud del Naso del Lyskamm in verde. In rosso la posizione del Bivacco Mamo Comotti. In blu la discesa a Indren. Da: www.monterosa-ski.com/wp-content/uploads/ESTATE2015.pdf

Dopo anni di frequentazione abbastanza assidua delle vette del Rosa: sono relativamente vicine, fisicamente non impegnative per la presenza degli impianti, permettono concatenamenti,…insomma, sono l’ideale per chi si voglia avvicinare all’alta quota e anche fare qualche percorso più interessante (come la Cresta del Soldato, la traversata o la Nord dei Lyskamm, o la Signal,…), insomma, dicevo, dopo anni di frequentazione, avevo un po’ di repulsione al solo sentirne parlare… ed i progetti che avevamo in zona continuavamo a rimandarli, preferendo zone nuove e/o meno frequentate.


Tuttavia nel 2015 qualcosa cambia. Il crestone che scende dal Naso del Lyskamm lo avevo già adocchiato in quanto elegante e posto in un ambiente incredibile tra le seraccate del ghiacciaio del Lys e lo avevo pure sorvolato per lavoro con l’elicottero tanti anni fa (2002), ma rimaneva una salita esageratamente lunga e non facilmente gestibile. Insomma, ce ne erano di più comode e appetibili…

Poi nell’estate 2015 un gruppo di amici del Mamo, creata una Fondazione decide di porre sullo sperone a 3550 metri un bivacco bellissimo e accogliente ( www.amicidelmamo.org/il-bivacco/ )
Mamo ci ha lasciati un inverno di ormai quasi 7 anni fa, proprio su quelle montagne che lui tanto amava e che conosceva come le sue tasche (passandoci le vacanze) con gli sci soprattutto, ma anche d’estate. Aveva infatti salito un po’ tutte le classiche vie (Naso, Dufour, traversata dei Lyskamm, Sella, Perazzi)…. Ai tempi di skirando (ex c2c) c’era un bel gruppone. Con lui anche io avevo fatto bei giri in montagna…spesso ci si punzecchiava… Ricordo che criticava scherzosamente le mie salite e report come “lotta dell’alpe” alla Rey ;-)

Sicuramente avrebbe apprezzato la location del bivacco, un vero nido d’aquila. Spesso si abusa di questo termine, ma qui stiamo parlando veramente di un posto dall’accesso molto impegnativo e lungo ed è sicuramente un ottimo e necessario punto di sosta.
Il bivacco è un po’ come il carattere di Mamo: burlone e scanzonato. Penso questo mentre sto arrancando su placche e muretti di roccia senza sapere dove andare, nella nebbia, senza una traccia, un segno di passaggio, un ometto,.. Mi pare di essere vittima di uno scherzo quando pur continuando a salire non lo vedo ancora. La quota c’è, ma il bivacco non si vede…che sia stata una allucinazione quella vista dal fondovalle? Ma poi eccolo spuntare all’improvviso…col suo sorriso sornione, i suoi capelli fluenti, i suoi occhi brillanti …mentre grida TAKAJUUUUUUUUU!!!!
Da "theflintstones.it": “Il bivacco permetterà infatti di effettuare più agevolmente quella che è considerata una delle ascensioni più impegnative al Lyskamm orientale (4527 m), ovvero l’integrale da Stafal, nel fondovalle (1825 m).”

Dettaglio chiaro della salita effettuata al bivacco Mamo Comotti. Non per forza quella indicata nella TCI-CAI Buscaini
(Da: gambeinspalla.org)


Ovviamente Mara accoglie la mia proposta col solito entusiasmo e fiducia che caratterizzano la nostra cordata. La settimana precedente chiedo ragguagli ad Alby, l’amico di Mamo che ha partecipato all’installazione del bivacco. Lui lì, su quel panoramico terrazzo ci è arrivato in elicottero, ma la descrizione della salita la conosce bene dai racconti di amici che ci sono andati e dalla vecchia relazione della guida TCI-CAI del Buscaini. Tuttavia non sono poi tanti questi… nel 2015 due cordate, nel 2016 tre (di guide alpine locali, tra l’altro!).
Su suo consiglio (dato che il guado del Lys potrebbe essere difficoltoso in alto), arrivati a Courtlys, dopo mezz’ora dalla partenza da Staffal, oltrepassiamo il Lys con un ponticello di legno e cominciamo a salire nella giungla di rododendri, felci e larici…cercando sporadiche tracce e dei pali segnati di rosso… Ogni tanto ci guardiamo e lo sguardo dice da solo: “Se cominciamo così, siamo a posto…sarà una lunga giornata”.

Giunti in vista della fronte del Lys mi spavento al vederla irriconoscibile rispetto a 14 anni fa. Cerchiamo di individuare il passaggio tra detriti, crepacci, placche di ghiaccio coperte da detrito. Il terreno non è facile, ma guadagniamo quota. Una cascata la superiamo sulla destra con delle placche lisce e un canalino. Poi un traverso su un ghiaione da fare veloci perché sotto il tiro dei seracchi. In realtà la traccia sembra lontana dai residui al suolo, ma quando un boato si sente venire dall’alto non possiamo che metterci istintivamente a correre nelle direzione opposta (per fortuna senza reale motivo…). Fatto sta che giunti al famoso “praticello sospeso” delle relazioni tiriamo un sospiro di sollievo. Possiamo fare la pausa pranzo. In che posto siamo. E poco distante le funivie continuano a sfornare persone che pensano che il Rosa sia solo quelle normali..
Risaliamo il praticello, un ghiaione, un canale liscio con acqua (ci riforniamo abbondantemente per il bivacco caricandoci non poco), un altro ghiaione… Stiamo cercando un canale/cengia obliqua da sx a dx, come da relazioni. Un tentativo su delle rocce lavorate sopra una crepaccia terminale nella neve ci fa perdere un’ora… Non ci raccapezziamo con la descrizione. Intanto il meteo, che oggi doveva essere bello stabile, comincia a cambiare e stanno arrivando nuvoloni neri dal Sella che ci avvolgono sempre più... Consultiamo le previsioni aggiornate e paiono proprio solo nuvole innocue. Si procede. Puntiamo una cengia obliqua che si rivelerà risolutiva, ma anch’essa non crediamo sia la via corretta, ma proseguiamo di passo in passo sperando di riuscire a proseguire sempre. Giungiamo ad un colle. Segue una cresta. Un canale-camino. Un’altra crestona… Ed ecco che buchiamo le nuvole e troviamo un bel cielo sereno. In breve troviamo anche il fantastico bivacco. Dopo un riposino, ci prepariamo la cena e in branda. Vediamo le luci della valle lontane, ma soprattutto, a destra e a sinistra, le luci di Gnifetti/Mantova, del Giordano e del Sella…e pensando all’affollamento che ci sarà in quelle capanne ci godiamo questo paradiso.
L’indomani ancora col buio cominciamo la discesa alla breccia che si trova subito dopo il “panettone” dove sorge il bivacco: delicato con un po’ di verglasse della notte. Stando sempre sul filo o nei pressi, con qualche taglio sul lato destro, proseguiamo lungamente di torre in torrione, di rampa in camino… il sole intanto arriva e la giornata si preannuncia ottima. La cresta si impenna e arriviamo finalmente alle 10:30 alla base della calotta nevosa del Naso. Per fortuna l’accesso è facile in neve e non ripido, ma affianco abbiamo una ripida falesia di ghiaccio. Il cielo si va coprendo e da fondovalle salgono veloci nuvoloni minacciosi… Giunti all’intersezione con la traccia decidiamo il da farsi. Dietro, la Dufour e il Breithorn sono già nelle nubi. Il Lyskamm ancora per poco. Lasciamo giù gli zaini e prendiamo tutto il materiale occorrente al proseguire. Con un ripido pendio siamo in cresta e in vetta. Le nubi si fanno sempre più minacciose. Alla visione della cresta Sella, nonostante sia invitante, la voglia di proseguire…di scavalcare torri, torrioni scema piuttosto repentinamente…con il tempo che si preannuncia poi… Torniamo agli zaini che comincia già a nevischiare… Discesa comoda dal passaggio roccioso del Naso e poi nel labirinto di crepacci troviamo una traccia di un gruppo (visionato dall’alto) che ci permette di traversare senza risalire alla traccia principale. Comincia a nevicare/grandinare. Una birretta al Mantova e siamo in breve alla Indren e alla macchina.
La soddisfazione per questa gita è molta. Una via sperduta in mezzo a frotte di alpinisti in coda. Un bivacco magico in una location fantastica. Occasione per andarsi a rivedere foto vecchie e pensarlo con un po’ di tristezza. Un itinerario che andrebbe rivalutato. Un ringraziamento agli amici del Mamo per questa opera che gli rende sicuramente onore! E onorato io di esserci potuto transitare.
E ora è troppo che parlo, ma un’ultima parola voglio dire: TAKAJUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!

Il report dettagliato: www.camptocamp.org/routes/804193/it/naso...bivacco-mamo-comotti

Tutte le foto in questo Album

Qui una selezione...
























Altra prospettiva
(Da: touringclub)

Si prega Accedi a partecipare alla conversazione.

  • Pagina:
  • 1
Tempo creazione pagina: 0.140 secondi
Powered by Forum Kunena