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ARGOMENTO: Pizzo Coca 3052 m e Catinaccio d'Antermoia 3004 m

Pizzo Coca 3052 m e Catinaccio d'Antermoia 3004 m 06/11/2017 20:08 #1500

Approfittando degli ultimi giorni di meteo stabile ho salito due cime che sono ambedue le più alte dei loro rispettivi gruppi. Il Pizzo Coca (3052 m) che è la vetta più alta delle Alpi Orobie e il Catinaccio d’Antermoia (3004 m) che è quella più alta dell’omonimo gruppo nelle Dolomiti. Due montagne molto diverse tra loro, ma entrambe bellissime, che, a mio parere, meritano di essere salite in questa stagione (l’autunno) in modo da poter godere dei colori dei sottostanti boschi, nonché della sublime solitudine.

Il Pizzo Coca, chiamato anche “Il re delle Orobie”, è inserito in un contesto paesaggistico molto interessante, aspro e selvaggio nella parte alta, popolato da numerose comunità di stambecchi. Montagna da non sottovalutare per via della roccia molto friabile. Del resto, il Pizzo Coca si erge sulla “faglia insubrica” che è caratterizzata da rocce silicee, particolarmente fragili e tendenti a formare “scaglie”. Per questa ragione sono frequenti gli incidenti, come quello proprio accaduto alcuni giorni fa: www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/pizzo-coca-morto-1.3488793

Dalla vetta il panorama è notevole e spazia dai vicini Pizzo Redorta e Scais (con i suggestivi canali in bella vista), passando dalla Presolana e perdendosi sulle Alpi Retiche, che si vedono per intero. Per chi volesse salirlo in giornata, come ho fatto io, è necessario un buon allenamento, in quanto tra salita e discesa sono 4200 metri di dislivello. Comunque merita!










Invece, il Catinaccio d’Antermoia ho rischiato di non salirlo a causa del fortissimo vento che la notte precedente ha scoperchiato tetti in Val di Fassa, dove alloggiavo. Debbo dire che faceva veramente paura, e difatti è stato registrato a 160 Km/h: www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/r...e-tetti-ko-1.1355804
Mi ero ormai preparato ad una “lotta con il vento” come quella che feci sul Cervino nell’autunno del 2004, subendo lungo tutta la Cresta del Leone un vento di oltre 100 km/h (ma arrivai comunque in vetta). Invece il giorno dell’ascensione al Catinaccio d’Antermoia Eolo si era un po’ calmato, lasciando solo un gran freddo e un cielo nitido. Lago d’Antermoia già completamente ghiacciato! La ferrata est era con ghiaccio e diversi punti di neve, asciutta la ovest ma sotto il tiro del vento. Il Catinaccio d’Antermoia essendo la più alta dell’omonimo gruppo dolomitico e trovandosi in posizione isolata, o comunque separata dalle altre montagne circostanti, è una sorta di “balcone” su valli e cime dolomitiche. Dalla vetta si vedono tutti i 3000 delle Dolomiti, oltre al susseguirsi delle cime di confine con l’Austria. È posto in un contesto naturale straordinario, Il Parco Naturale dello Sciliar, che si estende tra le provincie di Trento e Bolzano. Zona che, data l’alta frequentazione, suggerisco di visitare, come nel caso del Coca, in autunno.







Buona montagna

Raffaele
Ringraziano per il messaggio: Franz Rota Nodari

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Pizzo Coca 3052 m e Catinaccio d'Antermoia 3004 m 11/11/2017 16:10 #1501

Belle salite! Ma mi pare che stavolta, almeno al Catinaccio di Antermoia, non fossi come al solito da solo: si vedono due ombre... Hai trovato chi ti sta al passo?

Flavio

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Pizzo Coca 3052 m e Catinaccio d'Antermoia 3004 m 12/11/2017 21:05 #1505

Si, al Catinaccio d’Antermoia ero con un amico, che non è del nostro Club. Avrebbe dovuto esserci anche Carmen, ma ha rinunciato proprio a causa del fortissimo vento. Ha ancora vivido il ricordo di un piccolo congelamento a un dito, da lei subito durante un’ascensione invernale notturna sulle nostre montagne [per la serie non occorre andare in Himalaya per congelarsi le dita]. Quella notte vi furono raffiche ad oltre 100 km/h con una temperatura che superava i -15°C [entrambi i dati registrati dalle colonnine meteo del Centro Meteo Lombardo - CML Robot]. Dalle nostre parti, in inverno, specie di notte, questi venti “tempestosi” da Nord sono molto frequenti, e hanno dei nomi originali, come il “Ventone”. Si incanalano lungo il Lario e senza trovare ostacoli si abbattono sulle montagne che fanno da barriera prima della pianura. Dunque Carmen non intendeva ripetere l’esperienza.

A dire il vero qualcuno che, come dici tu, “mi sta al passo”, l’ho trovata da tempo. È proprio Carmen, che mi segue di notte con coraggio e con non poca follia … anche se adesso, ad onor del vero, qualche colpo lo sta perdendo.













Un "notturno saluto" ...

Raffaele

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