La VERTE!

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11/04/2011 15:51 - 11/04/2011 15:52 #801 da Franz Rota Nodari
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Spesso capita che una cosa la desideri talmente tanto che quando la ottieni ti senti vuoto, non riesci a “toccare” l’emozione in maniera piena, somatizzare il tutto. Ci vorranno probabilmente un po’ di giorni. È successo così anche questo weekend con la salita del Couloir Couturier all’Aiguille Verte. Sarà che non era la meta prefissata, né a tavolino, né in loco. Sarà che è stata una gita di “ripiego”. È indubbio tuttavia che il tramonto visto dalla Verte farà parte dei ricordi indimenticabili del mio piccolo alpinismo. Ed indubbio che i [url=]conti in sospeso risolti danno soddisfazione!
Ma andiamo con ordine. Si preannuncia un weekend torrido. È ovvio che alzarsi di quota può giovare, ma con la neve ancora presente le discese sui versanti sud possono essere una trappola. Ovvio! Ma nelle ore centrali del giorno. A sera no. Ecco che ci viene la balzana idea di bivaccare in vetta e aspettare il rigelo. Le mete sono il couloir Lagarde alle Droites e l’Armand Charlet all’Aiguille du Jardin. Siamo io, Mara e Michele. In serata ci raggiungeranno Daniela e Marco. Dai Grand Montets ci portiamo all’attacco del couloir Armand Charlet con le ciaspole. Il Couturier è lì con la sua maestosità che ci sovrasta. Passando mi chiedo perché la mente umana è sempre tesa verso nuovi orizzonti quando la soluzione è lì sotto (anzi sopra) i tuoi occhi…ma no, sempre a cercare qualcosa. Battiamo una bella traccia fonda nella neve ormai marcia fin al pendio sotto la crepaccia di neve marmorea. Individuiamo il passaggio e torniamo agli zaini. La parte superiore sembra bellissima. Quando vediamo il Lagarde, che ha la parte iniziale un po’ smagrita, abbiam la testa all’Armand Charlet. La sera al rifugio anche Daniela e Marco sono d’accordo. Sto superando la crepaccia terminale (non proprio piatta) quando i soci da sotto mi chiedono come sia la neve: ho paura a rispondere: farina inconsistente. Mi raggiungono. Un altro tiro e ancora farina, senza possibilità di protezione. A malincuore si opta per la discesa visto il tempo che passa, l’esposizione del canale, i dubbi per la parte alta. Con una doppia con recupero picche (bravo Marco!) siamo alla base. Ormai il sole è alto e la montagna è inondata. È tardi. Scendiamo alla traccia e salutiamo Daniela e Marco: noi si va al Couturier. Abbiam tempo a sufficienza dato che prima di infilarci giù dal Whymper dovremo aspettare il rigelo. I primi 400m sono ben pestati e andiam veloci. Poi comincia il ghiaccio e la neve “couic-couic” (o polistirene). Ora capiamo cosa si intende nei report quando dicono che si fa più fatica a togliere la picca che a metterla! Cominciamo con dei conservoni fino a fine del materiale, quando ci alterniamo. La fatica del mattino e il fatto che siamo svegli dalle 00:30 comincia a farsi sentire. Ma saliamo. Inesorabili saliamo. Con noi c’è un’altra cordata che abbiamo raggiunto e superato. (probabilmente hanno bivaccato poi in vetta). L’arrivo in cima, per primo, da solo, mi regala degli attimi magici. Quando mi raggiungono i soci e c’è la condivisione: anche quello è emozionante. Rimarremo lì un’ora. Non vorremmo andarcene più. Ma il Whymper chiama. A parte un paio di doppie incastrate e dubbi sul superamente della crepaccia, il tutto fila liscio, lento, ma liscio. L’indomani nella discesa dal Couvercle sulla Mer de Glace spesso saremo lontani….ognuno coi suoi pensieri…ognuno a rivivere quegli attimi indimenticabili. Grazie montagna! Perché cresci dentro ognuno di noi, passo dopo passo, anche. Perché (quando non prendi) doni molto. Perché resti indelebile.


Ecco le foto…

Ma prima…
http://www.youtube.com/watch?v=RKA2Mf2eE_o
Su questo video, che ritrae il compianto e fortissimo Berhault in vetta, ho tanto (ma tanto) sognato e ogni volta mi emoziono…

Dal rifugio la carrellata di vie è davanti a noi: Lagarde (rosso), Armand Charlet (giallo), Couturier (verde)

Ritirata dalla crepaccia dell’Armand Charlet

E i primi metri fatti. Sopra è già inondato dal sole…

Quindi si cambia meta

WOW

Cordate già in parete

E ora tocca a noi…

Ci si protegge


E si prende quota

Si cerca la neve per fare meno fatica


Ma spesso il ghiaccio la fa da padrone

Bella pendenza…ma soprattutto: continua! Mola mia!


Siamo sotto la Bettembourg: chissà, prossimo giro?


Però ogni tanto la neve si trova, anche se sotto…si “scivola”

E il panorama si apre… (in fondo il Grand Combin)

Ultimi metri


La Grande Rocheuse

Chardonnet ed Argentiere

Il Grand Combin e la “nostra piramide”

…se n’è ito

Cresta di discesa

I due ancora in vetta…

Le Jorasses: che buon risveglio

Arrivederci…

Le ultime asperità: belle ripide le scale del Couvercle
Last edit: 11/04/2011 15:52 by Franz Rota Nodari.

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12/04/2011 07:55 #802 da Piero Bianco
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E bravo il nostro Franz!!!

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