News sui 4000

"Cervini" in Spagna?

CervinoNel 150º anno della prima salita del Cervino il portale spagnolo Desnivel invita a segnalare le montagne della Spagna che assomigliano alla Gran Becca, oltre alle 14 da loro individuate. Secondo la rivista “Grandes Espacios” ce ne sarebbero 20. Leggete qui i dettagli della curiosa iniziativa.

Che gli Spagnoli siano un po' invidiosi delle nostre Alpi?

 

(L.R. - Fonte: desnivel.com/revistas/grandes-espacios/grandes-espacios-208, marzo 2015)

230 anni fa la prima salita oltre i 4000 metri

Il 22 agosto 1778 sette gressonari, motivati dalla necessità di conoscere le proprie origini, i propri limiti e dalla speranza di conoscere nuovi orizzonti, si avventurarono sul ghiacciaio del Monte Rosa per cercare la Valle Perduta. Con spirito temerario raggiunsero il colle che divide la valle di Gressoney da quella di Zermatt, superando così per la prima volta nella storia dell'uomo i quattromila metri in una zona che venne denominata “Rocce della Scoperta”.

La Sezione di Gressoney sarà impegnata a promuovere la conoscenza di questa storica impresa, attraverso l'organizzazione di differenti iniziative che culmineranno con la salita sino alle Rocce della Scoperta il giorno 22 agosto 2008.

(Fonte: Montagnes Valdotaines, maggio 2008)

In effetti questa impresa è stata notevole perché ha preceduto di otto anni l'epica salita di Jacques Balmat, che l'8 giugno 1786 si avventurò da solo fino nei pressi dell'attuale Capanna Vallot, dove bivaccò senza alcun riparo e adeguata attrezzatura, in uno dei primi tentativi di salita al Monte Bianco.

(L.R.)

Apertura del Rifugio Torino

Si segnala che il Rifugio Torino rimane aperto fino al 23 agosto. Dal 24 agosto 2015 fino alla primavera del 2016 il rifugio rimarrà chiuso per effettuare i lavori di ristrutturazione previsti.
Per tutta la durata dei lavori è vietato l'accesso all'area di cantiere, che comprende anche il vecchio rifugio.

Per informazioni: http://www.rifugiotorino.com/

 

(F.M. - 17 luglio 2015)

Alpinisti nel recinto

In epoca pre-contemporanea, nelle città europee esistevano le cinte daziarie. Poi, con l'abbattimento di mura e bastioni, sono saltate, in modo che persone e merci potessero entrare e uscire liberamente dai centri abitati. 
Ora, se preoccupa che a Venezia, soffocata dai turisti mordi e fuggi, venga introdotto il numero chiuso giornaliero con tanto di tornelli, la prospettiva assume toni grotteschi se pensiamo a misura analoga per il lato francese del Monte Bianco, secondo le intenzioni del sindaco di Saint-Gervais. L'accesso al comprensorio del Bianco è un po' più difficilmente circoscrivibile rispetto a quello delle calli veneziane; ragion per cui, se dovrebbe essere scongiurata l'ipotesi d'incontrare, tra prati, pietraie e ghiacciai, una barriera (di filo spinato?), correremo invece il rischio d'incappare in un controllo dei gendarmi per verificare se abbiamo il pass. Se in difetto, giocheremo forse a guardie e ladri fuori dai tracciati, rischiando di romperci una volta in più l'osso del collo? Se il permesso, faticosamente ottenuto, coinciderà con giorni di meteo da lupi, ce la giocheremo lo stesso? Se rientreremo sul lato francese in uscita da vie italiane troveremo chiuse le porte dei rifugi e aperte quelle della galera?
Quella della montagna è pratica outdoor, non indoor, e non è (solo) uno sport, quindi è un qualcosa di non (totalmente) misurabile e regolamentabile, come invece vorrebbe la nostra "società sicuritaria" (come ci ricorda Annibale Salsa). Tutto ciò, non fa altro che accrescere la deresponsabilizzazione collettiva, a discapito della consapevolezza individuale delle situazioni. In tal caso, ben hanno ragione coloro che invocano lo slogan "Vietato vietare".
Ma... non è che per caso, poi, tutto ciò ce lo stiamo meritando, visto che qualcuno di noi ha scambiato le montagne per un palasport con tanto di pista di atletica per le corse in velocità con scarpette griffate, oppure per un ring di boxe (come dimostra, per restare al Monte Bianco, l'assalto di quegli "alpinisti" alle guide che li avevano apostrofati circa la conduzione della cordata)?
 
(Luca Gibello - membro Consiglio direttivo Club4000 e presidente dell'associazione Cantieri d'alta quota - 13 settembre 2018)

Aprirà nel 2013 il nuovo Ref. du Goûter

Il nuovissimo rifugio del Goûter, base di partenza per la salita al M. Bianco per la via "normale" francese, verrà aperto solo nella prossima stagione 2013, a causa di ritardi per problemi riscontrati nel sistema di raffreddamento del sistema termico solare. Il rifugio, costruito secondo i più moderni criteri di rispetto ambientale e con una capienza di 120 posti, renderà senz'altro più umano il pernottamento rispetto alla vecchia struttura, ma non renderà meno pericolosa la via di salita, come già indicato nella relazione pubblicata a suo tempo.

Interpellato in proposito, la Guida Pier Mattiel ha confermato recentemente che "...a mio parere la pericolosità dell'itinerairo oggettivamente c'è....  ma né più né meno che su molti altri itinerari sui 4000, tipo Weisshorn,  Lauteraarhorn, o anche Gran Combin; ...quello che fa la differenza è la frequentazione combinata con il numero di passaggi.......sono certo che se la spalla Isler avesse i passaggi del Gouter gli incidenti sarebbero almeno quelli".

E Luciano Ratto conferma che "...la pericolosità di quel maledetto canalone (anche quest'anno, nonostante la minore frequenza ci sono stati incidenti gravi), non sarà certo eliminata o ridotta con un Rifugio tutto nuovo".

http://www.refugedugouter.fr/

(F.M. - dicembre 2012)