Quesiti dei soci

Bianco dal Col du Midi

Ho letto nel vostro Forum la descrizione delle vie normali al Bianco.
Vorrei poter accedere alla relazione della via del Col du Midi di Luca Melindo, citata nella relazione ma che non trovo nel sito.
Vorrei anche un consiglio sul periodo di percorrenza di questa via: l'ultima settimana di Agosto e' troppo tardi ?
Grazie

Nicoletta Perego

La relazione di Luca Melindo la trovi qui, all'interno di questa stessa rubrica.

Sul periodo, ecco l'opinione di Pier Mattiel:

"Dipende ovviamente dagli anni e dall'innevamento, però, sopratutto negli ultimi anni, ho visto più ghiaccio vivo ai primi di luglio che a fine di agosto, questo perché a giugno fa sovente un caldo esagerato, che fonde anche sopra i 4200 metri; ad agosto invece il tempo non è mediamente stabile, con forti temporali ed anche perturbazioni che scaricano neve in alto.
In ogni caso devo dire che la Trois Mont Blanc l'ho fatta anche a fine settembre con condizione più che perfette".

Pier Mattiel

Traversata delle Aiguilles du Diable

Pratico l'alpinismo da quindici anni ma solo da poco mi sono dedicato all'alpinismo classico d'alta quota. Ho salito finora una ventina di 4000 e vorrei nella prossima stagione aggiungerne a questi altri per entrare presto a far parte del CLUB 4000. In particolare ho in programma la traversata della cresta ovest delle Jorasses e la traversata delle Aiguilles du Diable.
Intanto mi sto documentando, e perciò vorrei sapere - se possibile - quali sono gli alpinisti che hanno conquistato per primi queste creste e quando è avvenuta la loro conquista. Vorrei inoltre avere qualche informazione tecnica al riguardo.
Grazie per le informazioni che mi vorrete dare e cordiali saluti.

Mario Fornasetti

Rispondo alle tue domande:
innanzitutto permettimi una pignolesca precisazione terminologica, beninteso del tutto personale:
i termini "conquista", "conquistatore", "conquistare" a me paiono del tutto fuori luogo nel linguaggio degli alpinisti. So bene che, purtroppo, sono diffusissimi nella letteratura di montagna; così a freddo mi vengono in mente alcuni titoli di libri famosi: da "La conquista del Cervino" di Whymper, a "A la conquête de la montagne" di Irving, a "La conquête du Mont Blanc" di Ballu, a "I conquistatori dell'inutile" di Terray, a "Scoperta e conquista delle Alpi" di Garobbio, ecc.ecc.
Ti consiglio al riguardo la godevolissima lettura di uno spassoso libro di Ernst Bowman, da poco tradotto e pubblicato in Italia che, guarda caso, ha il titolo "La conquista del K.O".
Per non parlare poi di espressioni retoriche e melense tra le quali, ahinoi!, c'è anche quella "…lotta con l'Alpe…" di Guido Rey che troviamo sulle nostre tessere del C.A.I.
Lasciamo questi termini e queste espressioni al lessico militare. A noi non si addicono: noi alpinisti, anche quando raggiungiamo per primi una vetta o percorriamo una via in "prima" (assoluta, solitaria, invernale, ecc), non conquistiamo proprio nulla: ci limitiamo a salire, scendere e cercare di portare a casa la pellaccia. Non credi?
Ma, dopo questa disquisizione filosofica, cerco di rispondere alle tue domande:
- innanzitutto è ottimo il tuo programma di arricchire la tua collezione di 4000 con queste due stupende traversate in cresta che non possono certo mancare al curriculum di un amante delle salite in alta quota, sia o no un collezionista di 4000;
- entrambe sono molto remunerative dal punto di vista dei 4000 da aggiungere alla collana: 7 con la ovest delle Jorasses (escludendo il Dente del Gigante che merita una salita a sé), e 6 con le Aiguilles du Diable ed il Mont Blanc du Tacul;
- se ti interessa solo conoscere i nomi dei primi salitori e le date delle prime salite, puoi consultare la rubrica "Data e protagonisti della prima salita" del nostro sito;
- se, come penso, vuoi ripercorrere la storia di queste traversate ti consiglio di leggere le sempre valide guide Vallot, e, per le Aiguilles du Diable, l'incomparabile Guida del Monte Bianco, vol.1° del compianto Guido Buscaini (è questa, a mio avviso, la più bella e completa guida che finora sia stata compilata in Europa);
- per la storia delle prime salite delle Aiguilles du Diable ti consiglio la lettura del libro autobiografico "Vocation Alpine" del principale protagonista, la grande guida di Chamonix Armand Charlet;
- il giudizio su queste due stupende e spettacolari traversate sono così sintetizzabili:
Ovest delle Jorasses: "magnifica traversata d'alta quota" (Rebuffat)
Aiguilles du Diable: "splendida scalata" (Rebuffat)
"c'est sans doute l'une des plus belles courses de la chaine du Mont Blanc. Elle se déroule dans un cadre d'une grandeur exceptionnelle" (Vallot);
- entrambe le traversate sono le più impegnative nei passaggi su roccia (peraltro un granito "da urlo") dell'intera serie degli 82 quattromila. Le difficoltà non vanno oltre il 4° superiore, però si deve tener presente che si arrampica a 4000 metri, con sacchi pesanti, calzando non scarpette a suola liscia ma scarponi pesanti d'alta quota. Delicate, vertiginose, pericolose sono inoltre le calate in corda doppia;
- per i particolari tecnici della traversata della ovest delle Jorasses, che in realtà è una doppia traversata (Rochefort più Jorasses), e che come tale è forse la più lunga traversata delle Alpi, vedi la relazione completa scritta dalla guida Pier Mattiel nella rubrica "Relazioni" sotto il titolo "Traversata Rochefort-Grandes Jorasses".

Luciano Ratto

Traversata Rochefort - Grandes Jorasses

Sono un socio, in un futuro magari non troppo lontano avrei l'intenzione di fare la traversata completa della cresta di Rochefort. Attualmente le guide della zona delle Grandes Jorasses sono abbastanza datate; se qualcuno le ha fatte in questi ultimi anni, gli sarei molto grato se potesse farmi una relazione precisa in special modo nel tratto dal colle delle Jorasses alla Punta Walker.
Aspetto fiducioso una risposta, auguro a tutti una buona primavera, in attesa dell'estate per fare questo tipo di ascensioni.

Giovanni Rovedatti

Rispondo alle tue domande:

1°- per quanto riguarda la documentazione tecnica, i libri-guida da consultare sono, a mia conoscenza, ancora i seguenti:
-Monte Bianco,vol II°, itinerario 43a (pag 129 e seguenti), Guida dei Monti d' Italia, CAI; 1968.
Purtroppo il grande e compianto Gino Buscaini, scomparso l'anno scorso, autore della esemplare guida del Monte Bianco, vol I°, che non ha pari al mondo, non è riuscito a completare il II° volume che avrebbe risposto ai tuoi quesiti.
-Guida Vallot, edizione italiana, ascensioni scelte,1988, Edizioni Mediterranee
-Gaston Rebuffat: Il Massiccio del Monte Bianco, le cento più belle ascensioni, pag 178 , Zanichelli, Bologna,1974
-scheda sciolta, reperibile forse ancora nella biblioteca di qualche Sezione del CAI , delle "GUIDE MYTRA" edite a Chamonix.

2°- per informazioni più dettagliate e sullo stato recente (chiodatura, doppie attrezzate, situazione del bivacco Canzio ecc.) di questa stupenda traversata di cresta, che è - come tu sai - la combinazione della Cresta di Rochefort con la Ovest delle Jorasses e che presenta (escludendo il Dente del Gigante) la bellezza di sette vette di 4000 metri, ti rimando alla relazione completa che puoi leggere nella rubrica "Relazioni".

La relazione è stata cortesemente fornita da Pier Mattiel, nostro socio e Guida Alpina, che ha fatto varie volte questa salita e che ringraziamo pubblicamente per la sua disponibilità. Pier Mattiel ha anche un sito web all'indirizzo www.altox.it, molto interessante.

Luciano Ratto

Mönch, Jungfrau e Fischerhorn

Chiedo gentilmente se è consigliabile scalare il Mönch e la Jungfrau verso fine maggio e indicarmi le difficoltà della scalata.
Vorrei inoltre alcune notizie sui Fischerhorn. Si possono fare senza sci a fine maggio? Come è crepacciato il ghiacciaio Ewingschneefeld, è pericoloso farlo senza sci? Come è il passaggio della Torre sulla cresta sommitale?
Grazie.

Giovanni Botticelli

 

Per queste tue domande mi sono consultato con l'amico guida alpina Giamba Campiglia, (Aria di Montagna: puoi trovare i suoi indirizzi nel nostro sito, nella pagina delle Guide Alpine), collaboratore del CLUB 4000 e grande conoscitore dell'Oberland, da poco tornato dalle sue settimane scialpinistiche proprio sulle montagne svizzere.

Ecco le informazioni che hai richiesto:

- Mönch: è questa una salita poco impegnativa, su terreno misto, 450 metri di dislivello, lungo la cresta sud-est e poi est; difficoltà di II° grado, pendenze su ghiaccio fino a 45°, 3 ore circa dalla capanna Mönchsjochutte (indispensabile prenotare!).
Molti alpinisti (così ho fatto anch'io) salgono questa vetta (la più facile dell'Oberland dopo i due Fiescherhorn) "di passaggio" mentre si dirigono dal Jungfraujoch alla capanna (1 ora): giunti sotto la parete sud del Mönch lasciano sacchi, sci ed attrezzatura varia e solo con piccozza e ramponi (e macchina foto) salgono e scendono prima di andare in capanna.

- Jungfrau: salita simile al Mönch, cui è sovente abbinato, dislivello maggiore (700 metri), cresta sud-est, terreno misto, II° grado su roccia, pendenze di 35-40°, 3-4 ore dalla Capanna.
Con gli sci si può salire fino alla crepaccia terminale dove inizia il pendio che porta alla Rottalsattel; da questa sella alla vetta sulla cresta sono state poste 14 barre di ferro a distanza di 20-40 metri, alcuni con anelli per la sicurezza nei punti di sosta.

ATTENZIONE!: in discesa da entrambe queste vette, su pendii esposti al sole è facile scivolare sugli "zoccoli" che si formano sotto i ramponi. Per ovviare a questo frequentissimo e pericoloso inconveniente, sistemare sotto i ramponi le utilissime placche anti-zoccolo che, non capisco perché, sono ancora così poco conosciute ed utilizzate dagli alpinisti.

Periodo ottimale per la salita: entrambi giudichiamo che, se vuoi salire con gli sci, il mese di maggio è il mese giusto.

- Gross e Hinter Fiescherhorn:
1°- anche per chi non è un collezionista di 4000 è consigliabile salire queste due vette in traversata lungo la cresta sud-est con partenza dalla Monchsjochhutte, lungo la cresta sud-est della prima (800 m dal ghiacciaio, 4-5 ore, 1° 2° grado), e poi continuando sulla cresta nord-ovest della seconda (1 ora, 1° grado);
2°- il mese di maggio è adatto per salirle con gli sci ma non per salirle a piedi, neppure usando le racchette da neve, perchè i crepacci sono coperti ma infidi e perciò il pericolo non è da sottovalutare. Il periodo consigliabile per salire a piedi queste come le altre vette dell'Oberland (ma non solo queste) è da metà luglio in poi. E' da tener presente che nel mese di luglio il ghiacciaio è più coperto che in agosto. In linea di massima però, nel periodo estivo, i crepacci del ghiacciaio da te citato, salvo che ci sia stata una imprevista copiosa nevicata, sono più "visibili" che in primavera. Io ho salito queste due vette in settembre e sempre in questo mese ho salito il Monch e la Jungfrau senza alcun problema;
3°- a mio avviso, gli sci nell'Oberland ("regno dei ghiacci") possono essere utili nelle lunghe marce di spostamento tra i rifugi, ma servono poco nella salita di queste due vette come delle altre (Monch e Jungfrau);
4°-le creste sommitali di entrambi non presentano difficoltà degne di nota.

E' tutto. Buone salite.

Libri guida: Berner Alpen, vol. IV°, C.A.S.

Luciano Ratto

Com'è la traversata del M. Bianco?

Sono un piacentino amante della montagna ed ero presente quando, venerdì 7 marzo, sono state presentate, nella sede del C.A.I. di Piacenza, le bellissime diapositive sui "4.000" delle Alpi (v. News). Sono alla ricerca di qualche informazione relativa alla traversata del Monte Bianco (Rifugio Torino, Rifugio dei Cosmiques, spalla del Tacul, colle del Maudit, salita alla vetta del Bianco). Presenta delle difficoltà? Com'è il crepaccio al colle del Maudit?
Volendo scendere verso il Rifugio Gonella, quali difficoltà si incontrano? Il tratto di cresta di Bionassay che bisogna percorrere è pericoloso?
Ho una certa resistenza, pur non essendo più tanto giovane, ma mi considero soprattutto un'escursionista, anche se ben attrezzato. La mia esperienza sulle Alpi si limita alle seguenti vette:
due volte la vetta del Bianco (via normale dal Gouter), Mont Blanc du Tacul, Tour Ronde (via normale), Castore (dal Mezzalama e dal Quintino Sella), Polluce, Naso del Lyskam, Capanna Margherita, Roccia Nera.

Mauro Bosoni - Via Roma, 322 - 29100 Piacenza

 

Ho percorso questo itinerario nell’Agosto del 2001 in cordata con due amici, uno dei quali sostanzialmente neofita di progressione su neve e ghiaccio, mentre Lei vanta un curriculum alpinistico di tutto rispetto.
L’itinerario non è difficile, sebbene il superamento della crepaccia terminale sottostante il Col Maudit abbia richiesto qualche attenzione, soprattutto in discesa (è stato necessario, per accelerare la discesa, calare il componente meno esperto della cordata). Infatti, quantomeno nell’estate di due anni fa, l’itinerario di salita procedeva parallelamente alla terminale per la sua intera lunghezza, sino ad un punto (sostanzialmente sulla verticale del Colle) in cui la stessa si restringeva sino a permetterne il superamento. Il pendio soprastante che conduceva al Colle era abbastanza ripido (direi 40°) e ghiacciato ma breve (non più di venticinque/trenta metri).
A parte questo passaggio, l’itinerario non presenta nessuna difficoltà ed è stato da noi percorso in 8 ore (il dislivello complessivo è pari a circa 1.500 metri).
Purtroppo non posso aiutarLa per quanto riguarda la traversata sul Gonella, quella resta uno degli obiettivi per l’estate 2004.

Luca Melindo - SUCAI Torino