Pizzo ZUPO’, 3995m: “il seracco d’Argento”

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26/09/2011 15:57 #1011 da Franz Rota Nodari
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Lo rimiro a lungo la sera prima e sembra un po’ argentato quel seracco… Che la vetta che lo sovrasta abbia preso da lì il suo nome?

Tre anni fa, in occasione dei rilievi SGL al Fellaria, letteralmente mi innamorai del versante sud-est dei Pizzi Argent e Zupò. Un vallone glaciale con una seraccata e un canalino superiore interessante che porta alla Forcola Occidentale dello Zupò, 3857. Una salita che risale ai primi del 900 e che veniva valutata AD nella guida TCI-CAI, ma che oggi, con le modificazioni glaciali, ha sicuramente bisogno di essere rivalutata. Siamo in un angolo sperduto del Bernina: tutti gli approcci sono eterni. Con Paglia, Arse, Mattia e Ale (Galluccio) sabato saliamo al Bivacco Pansera al Sasso Rosso dove pernotteremo. Un luogo magico. La salita però si fa guadagnare tutta: son 1700m di dislivello su terreno detritico per la maggior parte senza sentiero. Il ghiacciaio poi è molto travagliato in questo periodo e obbliga a diverse peregrinazioni alla ricerca del miglior passaggio su ponti precari. Il controllo delle paline SGL ci dà soddisfazione dato che solo 15cm della più bassa emergono dal firn. Bilancio positivo? Caso più unico che raro in Lombardia. L’indomani, lasciati gli amici ancora in branda (andranno poi alle Bellavista), io e Ale usciamo al buio per andare all’attacco della seraccata. I primi 250 m sono i più tecnici, ma anche divertenti. Segue un tratto di raccordo su neve dura (quella recente già trasformata) per giungere ad una crepaccia terminale piuttosto aperta. Superatala con un passaggio obbligato, comincia un bel canalino obliquo di 250 m circa che porta al colle: qui ci si protegge ottimamente sia con viti che con friend sulla roccia adiacente. La neve, nonostante l’esposizione e l’ora, era ancora ottima e priva di rischi. Giunti al colle si alzano delle fastidiose nubi. Per giungere sullo Zupo’ ancora neve e ghiaccio e qualche roccetta. La discesa per la cresta nord sporca di neve non è assolutamente banale e ci richiederà un po’ più del previsto. Dal ghiacciaio la discesa alla macchina è eterna, anche perché in totale sono 2000m.
Che dire? Una salita tanto voluta e goduta appieno con un socio non abituale che si è dimostrato all’altezza della situazione. Un luogo dove pernottare proprio magico con grandi amici: un weekend alla grande!


Il report completo al solito qui: www.on-ice.it/onice/viewtopic.php?t=11552


Ma ecco alcune foto:










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