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ARGOMENTO: The dark side of the Rosa:goulotte Grassi-Bernardi

The dark side of the Rosa:goulotte Grassi-Bernardi 17/10/2011 20:57 #1021

Quello del Monte Rosa, più di tanti altri, potrebbe dirsi un massiccio montuoso “double face”, sia morfologicamente, sia alpinisticamente: solare, riposante, per lo più ricoperto da scintillanti ghiacciai che scivolano placidamente verso le sottostanti testate vallive, da un versante, presenta infatti altro versante ombroso e severo, scosceso, in gran parte roccioso. Ugualmente, facili salite su neve consentono di raggiungere agevolmente quasi tutte le cime percorrendo il versante meridionale, mentre i severi ed impegnativi itinerari di ghiaccio e misto, tracciati negli anni sull’altro versante dai più bei nomi dell’alpinismo internazionale, sono in grado di soddisfare i palati alpinisticamente più esigenti.
Dopo aver percorso e ripercorso più e più volte, a piedi, in sci ed in ogni stagione il versante solare del Rosa, ultimamente ho cominciato ad esplorarne “il lato oscuro”: quest’anno, poi, è stato praticamente monografico, dalla Signal, alla nord del Lyskamm or., ad un tentativo alla Young sulla nord del Breithorn or., per terminare in bellezza sulla goulotte Grassi-Bernardi al gran diedro nord della Roccia Nera.
Della relazione di quest’ultima salita sulla “Guida dei Monti d’Italia”, ciò che forse più colpisce l’immaginario è l’aggettivo riferito all’ambiente in cui si svolge: “repulsivo”.
Se lo sia in assoluto, l’abitudine forse non mi consente di saper dire, ma certamente, dopo ore trascorse nell’ombra fredda del versante nord, tra scure rocce strapiombanti e vertiginose fughe di scivoli glaciali, sbucare attraverso la cornice sulla arrotondata cima nevosa scaldata dal sole nell’immobile aria dorata di un pomeriggio di ottobre e poter seguire con lo sguardo ogni metro dei pendii sottostanti sino alle case del fondo valle, regala una bella sensazione di accoglienza.
Tra la cima e le case del fondo valle, ci sono comunque più di 2400 metri di dislivello, che, come ci faranno notare al ritorno i nostri doloranti arti inferiori, fanno dei percorsi di accesso al Rosa dalla Valle di Ayas, al di là dell’aspetto accattivante, la selettiva anticamera delle salite sul “lato oscuro” della montagna.
Della entusiasmante salita di questa splendida e divertente goulotte, che ho salito il 16 ottobre con Marco Bagliani e Francesco Cantu, ha detto tutto, e soprattutto mostrato con le sue sempre bellissime foto, l’amico Franz Rota Nodari nel report precedente, sicchè mi limito a queste poche impressioni di viaggio, non senza confermare che le condizioni attuali sono assolutamente strepitose e, credo, non consuete.

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