Sur le fil des 4000: la Traversata delle JORASSES

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24/08/2011 09:29 - 29/08/2011 15:17 #969 da Franz Rota Nodari
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Sospesi nel vuoto di una cresta affilata come una lama. Lontani dalle vie comuni. Lontani ore e ore da ogni forma di civiltà. Su una roccia stupenda. E poi, quando il sole ha tinto ogni cosa di rosso, sospesi sulla valle, tremila metri sotto di noi Courmayeur e le sue luci, sopra di noi il cielo strabordante di stelle, la luna che illumina quasi a giorno, noi su un terrazzino, così piccolo e così angusto, ma così confortevole rispetto ai “vuoti” della giornata.

Chi non sognerebbe una giornata così. La traversata delle Jorasses regala questo ed altro all’alpinista più esigente. Una salita varia, completa, intensa. È così che dopo anni che la sognavo e la guardavo con assoluta riverenza ho potuto, assieme al valido compagno Giovanni (Rovedatti, Gio4000), percorrere i 5 chilometri di questa fantastica linea.
Ma andiamo con ordine. Le condizioni per la salita si stavano preparando, ma ancora non riuscivo, in questa fine d’estate, a trovare il socio per affrontarla. Dopo alcuni giorni, nei quali l’ansia per la perdita delle condizioni ideali mi assaliva, finalmente trovo Gio disponibile. Detto fatto! Eccoci sabato tra i primi a salire a Punta Helbronner, in realtà c’è già coda prima dell’orario di apertura e ciò ci angoscia per chi potrebbe essere diretto al bivacco Canzio, noto per essere strabordante di alpinisti diretti alle Jorasses. Comincia così quella che invece di un semplice avvicinamento è una vera e propria gita: la traversata di Rochefort. Se la prima parte, fino all’Aiguille, 4001m, è nota e iper frequentata, la seconda, fino al Dome, 4015m, viene percorsa quasi esclusivamente per la Traversata. La cresta è favolosa, alterna tratti nevosi impressionanti, a tratti rocciosi irti di torri e gendarmi. Dopo diverse ore giungiamo alle doppie che consegnano al Bivacco Canzio, al Colle delle Jorasses, 3825m. Il nostro sguardo non può che essere attratto dalla meta dell’indomani. Vediamo diverse cordate che sono già impegnate sulla cresta nonostante sia pomeriggio: bivaccheranno nei pressi della Punta Margherita. Con grande sorpresa troviamo il bivacco, posto in un angolo magnifico, solo 4 persone. La notte sarà così tranquilla e tonificante. L’indomani attacchiamo la roccia alle 7, tardi perché è un versante ovest. I primi tiri sono attrezzati permanentemente da delle corde fisse dove assicurarsi, ma che non danno totale sicurezza. Sono in ogni caso molto comode con il verglass che c’è in un tratto e qualche camino umido. Girato il versante calziamo i ramponi e giungiamo sul filo di cresta. Lo seguiamo, sempre aereo e giungiamo sulla Punta Young, 3996m. Sempre sul filo, poi una doppia, un canale di ghiaccio, un camino, sul filo…insomma così per ore sempre sospesi nel vuoto, a destra l’Italia, a sinistra la spaventosa parete N. Ed eccoci alla Punta Margherita, 4065m. La traversata della Punta Hélèna, 4045m, toglie il fiato…solo due in parapendio che ci hanno sorvolato da vicino possono esser stati più emozionati di noi… Superata anche la Punta Croz, 4110m, è ormai il tramonto e il tratto di neve che segue sembra molto pericoloso: meglio aspettare un po’ di rigelo: un terrazzino è propizio per riposarsi. Quando riprendiamo è ormai notte, ma la neve tiene bene. Superiamo la Whymper (4184m)e la Walker (4208m) e seguiamo le tracce della normale. Tuttavia il tratto roccioso al buio non è agevole. Decidiamo definitivamente per il bivacco. Sotto di noi Courmayeur; sopra un mare di stelle. Riposati, col chiaro e il rigelo notturno la discesa è molto più sicura e rapida visto che non si tratta di una normale propriamente banale; anzi, tra pochi altri giorni di questo caldo torrido diventerà improponibile.
Quando vedevo (e rivedevo) il tratto del film di Berhault “Sur le fil des 4000“ della traversata della Punta Elena sognavo ogni volta, con un po’ di timore, di essere lì! Che dire se non che il sogno si è avverato? Una delle esperienze alpinistiche più intense ed emozionanti che possa finora raccontare.

Ed eccoli gli estratti del film:
Panoramica di tutta la cresta Grandes Jorasses - Rochefort:

Il superamento della Punta Elena:


E le mie foto:

Sulla classica Rochefort

Ed ecco la partenza dall’Aiguille verso il Dome

Sempre sul filo

Neve roccia si alternano: sullo sfondo il Dome e il Bianco

Verso la Calotta di Rochefort e la nostra cresta

Ma non finisce mai…

Da qui partono le doppie… Ed ecco l’itinerario su Young e Margherita

Col des Jorasses da sogno

Un bivacco magico

L’indomani sui primi tiri attrezzati

Si calzano i ramponi. Sullo sfondo Dome e Calotte con il versante delle doppie.

Ed eccoci in parete sul versante N.

Giunti in cresta le guglie si susseguono..

La Punta Margherita. L’itinerario sale la cresta al sole e scende alla “V” nevosa per risalire a destra.

Verso la Margherita

Un bellissimo diedro (V) probabilmente variante ;-) divertente

Dalla Margherita

Più “nel vuoto” di noi ;-)

In primo piano la stupenda e affilata Punta Elena

Sempre sul filo

L’Elena

Salendo

Sullo sfondo la Margherita con la cresta scesa. Dietro Dome, Aiguille e Dente.

Dalla vetta dell’Elena, la Croz e la Whymper

Vuoto vuotissimo… ;-) brrrrrrrrrrr

Voltandosi…ormai tramonta

Ultimi tiri per la Croz


Buona notte: il riposo del guerriero ;-)
Last edit: 29/08/2011 15:17 by Franz Rota Nodari.

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25/08/2011 09:16 #970 da Aldo Tosetti
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Una progressione fantastica di traguardi, grande, e grandi!!! e grazie di condividere con noi, come sempre, queste emozionanti fotografie. Ciao, Aldo

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25/08/2011 13:08 #971 da Giancarlo Bellotti
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Un vero progresso qualitativo (oltre che quantitativo) verso l'obiettivo (ormai vicino!!!)
Grandi!!

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26/08/2011 07:51 #973 da Piero Bianco
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Bellissimo.......
E che magone!!! Noi eravamo arrivati sotto la Margherita ma avevamo sbagliato la via, invece di prendere per l'intaglio a V a destra eravamo saliti a sinistra della punta, così, 30-40 metri sotto la punta, avevamo dovuto rinunciare e non c'è più stata occasione per riprovare....
Mi sono proprio immedesimato nella vostra soddisfazione di fare una salita così complessa e fantastica!
Bravi!

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26/08/2011 10:43 #975 da Raffaele Morandini
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Non c'è come realizzare quei "sogni", ripetuti più volte, per ricevere in cambio le più grandi soddisfazioni. Giorni intensi Franz ... sur le fil des 4000.
Bravissimo !

P.S. Capisco benissimo la tua ansia per il caldo e il relativo peggioramento delle condizioni della montagna, perchè l'ho vissuta anch'io per altri 4000.

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